Ok, ho perfettamente capito il vostro punto di vista, vi stupirò ma concordo.
E' un’impostazione che posso condividere perché comunque parte da un’idea progettuale (Ferry hai fatto una bella lista!) che quando è osteggiata mi da un certo fastidio.
Quando un comune riconosce ad un collega il ruolo di progettista e vuole solo un documento a firma di un geologo e di nessun’altro e la risposta è ‘io non sono il progettista, deve dire all’architetto’, mi cadono le braccia e penso cadano a molti, e mi piacerebbe evitare di giocare continuamente a shiangai.
Va da se che quell’atteggiamento è assolutamente ingiustificato, è un danno per la categoria e deriva da un’impostazione mentale. Per questo tendo ad estremizzare i concetti perché ritengo fondamentale che non si vedano solo gli altri come progettisti, la progettazione geologica esiste e molte delle nostre attività e competenze sono comunque di tipo progettuale, di più o di meno a seconda dei contesti ma lo sono, e tu ne hai ricordate.

Per il resto ,e qui Ferry mi dai la possibilità di un chiarimento importante, è che come un’ingegnere può essere progettista per la geotecnica (sorvoliamo un attimo sul ruolo di progettista in genere...) pur avendo notevoli problemi in molte cose e pur così mantiene il suo status perché in grado di fare da M a Z, allora noi per contro possiamo essere i progettisti da A a M.
Essere riconosciuti comunque progettisti per quello che facciamo, anche al di là del discorso responsabilità che ho capito, deve essere un obiettivo importante innanzitutto per la percezione di noi da parte di enti e della popolazione.

Trovo strategicamente condivisibili certe posizioni, che penso anch’io, anche se in questi post non le ho rese evidenti (nell’ultimo forse ho scritto anche un po’ troppo ‘a braccio’), ma che ho scritto in altri topic (per certi motivi avevo discusso di relazioni a doppia firma, per altri motivi che la geologica non deve avere contenuti di geotecnica e che se li vogliono ce li devono riconoscere facendo quindi perno su un know-how che gli ing hanno poco ed altri per niente).

Purtroppo quando leggo alcune frasi senza che sia ben visibile, a differenza dei vostri ultimi post, un certo tipo di approccio, mi arrabbio e mi spavento perchè sono troppi, alcuni anche giovani, che pensano che non abbiamo nessuna attività progettuale e che non possiamo rivestire mai quel ruolo, che il geologo deve fare il geologo e basta.
Secondo me bisogna che chi la pensa diversamente stia attento (se mi posso permettere) a quello che scrive perchè certe frasi non siano confuse. Il cambiamento parte anche da questo piccolo sforzo individuale, viceversa altri dicono: 'vedi, la pensano così anche loro', mentre invece non è vero.

Quel che è sicuro è che cominciare a considerarsi in modo diverso e vedere un giorno che questo è riconosciuto può in prospettiva dare possibilità su cose che oggi non sono nemmeno individuabili. Faccio un’esempio, prendetelo come tale, ma con uno status di progettisti pensate che la certificazione energetica l’avremmo persa? Certo, qui ci sono questioni impiantistiche (magari superabili facendo leva su alcune delle attività progettuali che hai descritto... e poi i corsi abilitativi si devono fare, e come ho letto persino i geom si fanno affiancare da qualcuno per questioni mpiantistiche), ma pensiamo anche a cose nuove derivanti da nuove esigenze oggi non immaginabili, in cui potremmo mettere il naso grazie ad una percezione diversa del nostro ruolo. Secondo me se percepiti come progettisti, ad es° anche solo in riferimento a pozzi e loro impianti, a quest'ora eravamo dentro la certificazione...
Si, in effetti certe cose le prendo alla lontana e penso che sia poco immaginabile che certe mie frasi siano legate a scenari futuribili, scenari ed opportunità che si possono avere solo con un cambio di passo.

Concordo anche che l’università dovrebbe avere un approccio diverso e fornire le armi giuste, ma intanto perché non cominciare noi a cambiare e mattoncino su mattoncino crearci il giusto dna che può influenzare le scelte? (anche quelle legate ad un aggiornamento professionale che possa fornire un contributo su diversi dei temi progettuali che hai citato, da farsi forse un po’ meno come aggiornamento ed in certi casi più impostato come vero e proprio corso di studio date le lacune che molti di noi hanno per colpa di un'università colpevolmente scollegata dalle competenze professioniali).


Scusate la lunghezza...

Ultima modifica di Ale_m; 04/08/2009 12:53.