Alex-64, sono in totale accordo sulla questione della prevenzione che menzioni nell'ultimo capoverso. Sulla potenziale pericolosità di rendere pubblici dati che possono essere male interpretati rimango in attesa di pensarci meglio.
Lo sdegno invece per la non ufficialità della figura di scienziato mi sembra fuori luogo e sintomo di una certa rigidità che la nostra società a raggiunto tramite l'incasellamento di ogni cosa.
Non tutto il mondo scientifico ufficiale non sa chi sia Giuliani. Uno scienziato è tale quando si comporta e agisce da scienziato. L'ufficialità del ruolo la trovo solo una burocrazia politicante inutile. Non dico che la ricerca di Giuliani e la sua teoria siano corretti, ma aspetto giudizi da chi ha guardato la cosa con ottica scientifica e non pregiudiziosa.
Conosco professori universitari che non sanno fare uno + uno, persone laureate non accademiche che ne sanno una cifra e sanno impostare una ricerca in modo molto più dignitoso di molti istituti che ho frequentato durante il dottorato e persone non laureate di grande pensiero e capacità (base principale che stà prima della cultura stessa. Da una grande cultura data ad un imbecille non può che scaturire qualcosa di imbecille).
Il concetto è lo stesso che dire, in due forme diametralmente opposte: se la formula è giusta ma inserisco dati sbagliati, il risultato sarà sbagliato, o inserire dati corretti in una formula sbagliata...il risultato è sempre disastroso.
Ho parlato con emminenti prof. di geologia che, correttamente, guardano ail caso giuliani, come ad un evento da monitorare, non da additare o giudicare aprioristicamente (posizione poco o nulla scientifica).
Attenzione a non scadere nel gioco di ruoli perdendosi la realtà delle cose.
saluti