Mi pare che le cose dette da tutti noi abbiano senso da entrambi i punti di vista, vanno solo riordinate. E' naturale, in una società ordinata, che vi siano dei ruoli "accreditati" altrimenti si rischia un delirio sconfusionato. L'esempio del capo di governo non si sposa bene con il ruolo di scienziato. La questione è delicata e filosofica. Nei 4 anni dove ho fatto ricerca ho appreso di quanto il sistema scientifico sia fragile ed "umano" e fortemente fortemente foretmente influenzato dall'"umore" e fragilità di chi costituisce la comunità scientifica stessa. Per fare un esempio pratico ed estremo se uno che ha vinto il Nobel dice qualcosa, non lo prendo subito come oro colato o sicuramente più valido del non Nobel. Questo perchè i fattori falsificanti sono molti. Pertanto fra affermazioni di un Nobel e uno qualunque, ascolto entrambi con la stessa criticità, altrimenti il mio ascoltare perderebbe la sana e imprescindibile OGETTIVITA' scientifica.
Verò è che ci sono mille e più ciarlatani che si appoggiano alle credenze e paure degli interlocutori (non mi sembra il caso di Giuliani, ma di Vanna Marchi), verò però è anche che ci sono mille e più scienziati che si appoggiano alla loro istituzionalità per sparare cagate mostruose.
Noi che facciamo professione siamo più o meno tutti incappati qualche volta in lavori in cui è stato coinvolto il super prof. di turno inquanto persona nota e stimata. A me per esempio è capitato di lavorare su lavori di geomeccanica con un bravissimo prof di sedimentologia presentato come il super esperto chiamato a risolvere il caso. Difficile è dire pubblicamente: "guardate non ci capisco molto di geomeccanica inquanto sono sedimentologo" e così molti lavori vanno avanti a dir poco zoppicando. Poi vi sono anche persone oneste e coraggiose come un prof di Napoli che invece ha chiarito ai committenti le diverse competenze nelle varie materie della geologia. Queste sono persone generalmente arrivate, prive di complessi personali di sorta, ai quali non "serve" dichiarare il falso.
In poche parole non è l'istituzionalità che fa il monaco, ma la persona stessa. Pertanto, dal mio punto di vista, Giulini può essere o non essere una persona capace, come, allo stesso modo, lo scienziato che lo giudica. Sulla cieca affidabilità della rivista "Science" ho molte molte riserve. Ho fatto parecchi sforzi di leggere cose scientifice e sulla stessa rivista ho letto "giustamente" anche articoli che affermano uno l'esatto oppoisto dell'altro. La classica diattriba scientifica. Pertanto dire: l'ha scritto Science non vuol dire nulla, l'ha scritto lo scineziato che appartiene ad una data corrente di pensiero ed è stato pubblicato su Science perchè i revisori erano dello stesso pensiero. Questo scientificamente non vuole dire un beato nulla!
Dico questo solo per invitare ad una sana critricità delle cose, non che io sia l'illuminato, tutti siamo influenzati e influenzabili (Popper docet), ma bisogna in primis esserne coscienti.
Sui giudizi di Giuliani propinati alle scuole, sicuramente sono "sconvenienti" ma non per questo vuol dure che siano falsi. Non conosco la realtà di ciò che dice. Sicuramente non è inverosimile dato il normale andazzo all'Italiana. Non lo so, e posso limitarmi al solo giudizio politico di Sconvenienza delle affermazioni. Questo però nulla ha a che vedere con la scientificità!
Ultima modifica di Ramezza; 07/08/2009 11:36.