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Marco, a mio parere il Prof. della Sapienza nell'esercitazione non ha commesso alcun errore; infatti, al fine di tener in conto del sisma, nella formula della capacità portante di Brinch Hansen, ha utilizzato i fattori di inclinazione del carico di Meyerhof. Del resto, anche altri Prof. (ad es. Arnold Verruijt) utilizzano diversi fattori di inclinazione del carico nella formula di Hansen. Le formule poi che tu raccomandi in campo sismico saranno sicuramente meno collaudate di quelle classiche (pertanto non so quanto raccomandabili); infatti, Lancellotta, Colleselli, ecc..., nel corso sulle norme tecniche tenuto a Bergamo nel 2008 (organizzato dall'ordine degli ingegneri) illustrano l'applicazione della classica formula di Brinch Hansen abbinata ai vari approcci della normativa.
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mccoy, in precedenza nel forum ( http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=67523&page=1)hai asserito che nel DM2008 non è spiegato come ottenere Khi e che la spiegazione si trova nell'EC8 per edifici 'semplici' (formula per il taglio alla base o base shear); ora affermi (per la precisione) che Khi è semplicemente pari al rapporto H su V. E' davvero così elementare ottenere il Khi (che, tra l'altro, è legato all'inerzia della struttura)? Come dicevi sopra, poichè il khi=Sd(T1) o ordinata dello spettro di progetto al periodo fondamentale, bastano le coordinate, i parametri di vita nominale, categoria suolo, topografica, ma anche il fattore di struttura. La formula EC8 traducendola in simboli qui adottati: H= khi* lambda* V dove lambda = 0.8 oppure 1 Però con l'analisi dinamica (programmi strutturali) non è così semplice
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Le formule poi che tu raccomandi in campo sismico saranno sicuramente meno collaudate di quelle classiche (pertanto non so quanto raccomandabili); infatti, Lancellotta, Colleselli, ecc..., nel corso sulle norme tecniche tenuto a Bergamo nel 2008 (organizzato dall'ordine degli ingegneri) illustrano l'applicazione della classica formula di Brinch Hansen abbinata ai vari approcci della normativa. È vero che sono meno collaudate, ma se ci fossilizziamo sulle vecchie formule non andiamo più avanti. Ad esempio, Salgado et al. di cui abbiamo parlato, hanno fornito dei nuovi fatori correttivi per la formula in condizioni non drenate, in base a modelli numerici piuttosto sofisticati e convincenti. Sulla formula di Maugeri-novità non mi pronuncio, non mi sembra sia stata presentata nella maniera migliore, ossia c'è confusione tra le varie fonti, ci sono stati alcuni errori nelle formule (quelle riportate nel RIG ad esempio), il coefficiente gamma_M viene a volte troppo basso... L'incontro di Marco servirà a chiarire questo aspetto.
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A mio parere invece i vari prof sbagliano. E se io fossi al corso glielo direi (cosa che ho già fatto!!) Infatti applicare un coefficiente di inclinazione del carico e basta significa trattare il sisma come il vento, ovvero pensare che il sisma venga dall'alto! E anche se questa è una considerazione semplicistica credo renda l'idea. In campo sismico la riduzione è da cercarsi anche nel terreno (effetto cinematico e inerziale del terreno). Sulla confusione di certe formule sono d'accordo, quella del RIG è sbagliata ma anche altre hanno punti di non chiarezza. In ogni caso questa non deve essere una scusante per non utilizzarle, come dice Mc fossilizzarsi nella geotecnica al giorno d'oggi è un atteggiamento che alla fine non paga.
p.s. non voglio essere troppo estremo, ma credo che le oppotunità offerte attualmente dai nuovi campi di ricerca geotecnica e gli attuali risultati siano formidabili e non usarli sia controproducente.
ciao m.
Ultima modifica di Ing. Marco Franceschini; 21/08/2009 07:31.
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Marco, a mio parere il Prof. della Sapienza nell'esercitazione non ha commesso alcun errore; infatti, al fine di tener in conto del sisma, nella formula della capacità portante di Brinch Hansen, ha utilizzato i fattori di inclinazione del carico di Meyerhof. Del resto, anche altri Prof. (ad es. Arnold Verruijt) utilizzano diversi fattori di inclinazione del carico nella formula di Hansen. Le formule poi che tu raccomandi in campo sismico saranno sicuramente meno collaudate di quelle classiche (pertanto non so quanto raccomandabili); infatti, Lancellotta, Colleselli, ecc..., nel corso sulle norme tecniche tenuto a Bergamo nel 2008 (organizzato dall'ordine degli ingegneri) illustrano l'applicazione della classica formula di Brinch Hansen abbinata ai vari approcci della normativa. p.s. Colleselli al corso non so che faccia ma all'Università da delle tesi sulle capacità portanti in zona sismica e usa i miei lavori, la mia bibliografia e il sottoscritto come "base di lavoro", quindi sa benissimo cosa è corretto.
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Ritengo sia sbagliato e troppo spregiudicato sperimentare, nella libera professione, nuove formule quando ancora, come dite voi, c'è molta confusione (la formula sulla RIG è sbagliata ma anche altre hanno punti di non chiarezza).
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p.s. Marco, infatti, come hai detto, Colleselli usa i tuoi lavori per le tesi; ma poi hai liberi professionisti ingegneri illustra invece formule più classiche (Brinch Hansen).
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La formula di Richards è del 1992, da cui segue Paolucci, EC8, ecc.. I lavori anche in nuova zelanda ormai utilizzano la formulazione dell'EC8. Comunque è una questione di opinioni, io tali formule non le considero più una sperimentazione, le uso e ci lavoro da almeno tre anni, facendoci molti studi sopra. Considero sperimentazione il betas dei pendii e prima di utilizzarlo ci penso, anzi di solito non lo utilizzo. Ma lo vedo una questione di punti di vista e di opinioni.
Ognuno di noi nei nostri progetti siamo chiamati a fare delle scelte, ce ne responsabiizziamo e con tale responsabilità affrontiamo la nostra professione.
p.s. ai corsi Eucentre, per fare un nome, la capacità portante sismica non è certo presentata con BH.
p.s.2: io non so qui per difendere una scelta rispetto all'altra, dico semplicemente come faccio io, se può essere di aiuto...
Ultima modifica di Ing. Marco Franceschini; 21/08/2009 10:31.
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Marco, per la precisione, la formula della capacità portante sismica contenuta eurocodice EC8 (parte 5: fondazioni, strutture di contenimento ed aspetti geotecnici) è valida solo per fondazioni nastriformi (condizione che limita notevolmente l'impiego di tale formula). L'eurocodice EC7, invece, riporta sostanzialmente la formula della capacità di Brinch Hansen. Paolucci & Pecker (1997), Maugeri & Novità (2004a e 2004b) non hanno introdotto una nuova formula della capacità portante, bensì, partendo dalla formula di Brinch Hansen hanno semplicemente introdotto nuovi fattori correttivi che tengono conto dell'influenza dell'inerzia del terreno. Tengo inoltre a precisare che la formula di Brinch Hansen è una estensione della formula di Meyerhof; secondo Bowles, differisce sostanzialmente da quest'ultima per il differente Ngamma per i differenti fattori di inclinazione del carico e per l'introduzione di fattori di inclinazione del piano di posa e di inclinazione del p.c.
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le formule Paolucci & Pecker (1997), Maugeri & Novità (2004a e 2004b) sono formule che introducono un nuovo comportamento. Ponendo il sisma nullo si ritrova BH, ma questo non significa che non siano "nuove". Per esempio il comportamento incrudente del terreno (modello hardening ) è un comportamento nuovo del terreno ma usa Eoed, E50, Eur, fi, c'; nessuno di questi aspetti è nuovo (Eur forse), ma il comportamento è nuovo. Gli esempi possono essere molti... D'altronde neppure il suolo alla winkler è nuovo (ai suoi tempi), era già stato usato in ingegneria ferroviaria. Ma questo è un pò un discorso da country club, che peraltro non mi dispiace affatto...  Per inciso la spiecializzazione della formula EC8 per fondazioni isolate è presente sia nel libro della Telford del 2003 circa che in altri lavori di Paolucci. nice day m.
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