alla luce della tabella 3.1.II delle NTC 2008 la definzione di carico di esercizio data da geoantonio parrebbe forse troppo riduttiva. D'altra parte però, alla “vecchia maniera”, la somma del carico [F] trasmesso dalla sovrastruttura+il peso del plinto [F] +quello del rinterro [F], rapportata all'area di impronta della fondazione veniva definita spesso carico di esercizio[F/L2] da confrontare poi con il carico limite ultimo calcolato; ora invece, in termini di forze, ed a valle di un'accurata analisi dei carichi o meglio delle azioni agenti e delle loro combinazioni, vale quanto scritto al par.C 6.4.2.1 della circolare esplicativa:
“Tutte le azioni su un elemento di fondazione possono essere ricondotte a una forza risultante applicata al piano di posa. Nello stato limite di collasso per raggiungimento del carico limite della fondazione, l’azione di progetto è la componente della risultante delle forze in direzione nomale al piano di posa. La resistenza di progetto è il valore della forza normale al piano di posa cui corrisponde il raggiungimento del carico limite nei terreni in fondazione”.
Da notare quindi la funzione unificante che le combinazioni delle azioni di cui al paragrafo 2.5.3, svolgono ai fini delle verifiche tutte e nel caso specifico geotecniche.
Il titolo della tabella 3.1.II è comunque un po' ambiguo visto che nell'intero paragrafo non si parla mai di carichi di esercizio.
george