Ringrazio Demo e Iuli per aver scritto i loro pareri. Intendiamoci: non mi spaventa la gavetta, nè il farsi le ossa, anzi, se avessi la possibilità di tornare domani a fare il facchinaggio geologico ci tornerei ad occhi chiusi. Ma mi piacerebbe affiancare a quest'attività anche altre mansioni più utili alla mia formazione. La gavetta serve se ti insegna! Io mi riferisco all'utilizzo di sistemi di gestione, arcview, ad esempio, autocad (di cui ho preso pure un diploma dopo la laurea, pagandolo un'iradiddio senza sfruttarlo per nulla), lavorare sulle normative ambientali, aiutare a scrivere relazioni (che, in fondo in fondo è l'unica cosa che serve veramente saper fare, nel nostro mestiere, da un punto di vista economico..... wink )vedere effettivamente come si fa ad organizzare un cantiere, interpretare carte e progetti, imparare a campionare acque e terreni, dialogare ed imparare a comprendere altre professionalità (ingegneri, geometri, chimici e via dicendo) e soprattutto studiare ed aggiornarsi. Le mie perplessità sono piuttosto queste:

Punto a): come si fa a compiere una vera e propria formazione, se tutto quanto citato sopra è considerato troppo per una persona che non ha esperienza?
Punto b): come si fa a farsi esperienza se quelli che ti offrono lavoro cercano solo (o quasi) persone con esperienza?
Punto c): come si può fare in modo di migliorare la considerazione che la gente comune ha di questa professione, se i primi che non ci rispettano sono gli stessi geologi più anziani, che considerano i neolaureati dei lavativi ed ignoranti?
Punto d): ma possibile che esistano aziende (e non faccio il nome, anche se chi è delle mie parti capirà subito a chi mi riferisco....) di una certa importanza che come clausola fondamentale per selezionare i neolaureati ci mette quella di avere le tette? Ma che siamo diventati matti? Non solo lavorare è impossibile, ma ci si mettono pure favoritismi sessuali? Ma che serietà è questa?
So che questi argomenti sono all'ordine del giorno un po'in tutti gli ambienti, ma qui veramente ogni giorno di più viene voglia di darsi all'ippica.

P.S.: scusate lo sfogo, tra qualche anno spero di poter guardare indietro a queste mie preoccupazioni col sorriso sulle labbra, ma francamente ne dubito.

Buona fortuna a tutti.