Vedete problematiche così delicate non si affrontano con la filosofia
....e con quale premessa allora???? l'approccio pragmatico non è lui stesso una filosofia???
La legge stessa si basa sulla premessa della filosofia del diritto....
Oppure le scielte pratiche si prendono senza considerare il contesto in cui è inserito il problema? Senza Considerare, analizzare e STIMARE le conseguenze? E quella stima assolutamente relativistica non scaturisce prorpio da una filosofia di pensiero????
Il come educare i propri figli (mi pare cosa delicata anch'essa) non trova le sue basi su una filosofia di pensiero del genitore?
A mio avviso se continuiamo a non considerare la filosofia di base, lasciamo che altri ci impongano la loro. Mi pare che la nostra società sia purtroppo arrivata ad un livello di acriticità drammatico....
Wittgenstein pace all'anima sua, sosteneva che la filosofia non è una dottrina o una scienza ma un' 'attività'. Poichè si occupava prevalentemente di linguaggio -e sappiamo quanto possa essere fuorviante-, sosteneva che tutta la filosofia dev'essere 'critica del linguaggio', ovvero, deve smascherare quelle affermazioni che stregano il nostro intelletto e ci fanno girare a vuoto, ci mandano in vacanza dalla logica.
A ben riflettere, questa tesi di Wittgenstein sintetizza , oggi e qui, ogni questione, dal 'prenderla con filosofia' al radon on line (aggiungerei anche altro ma non mi pare il caso e il contesto per sconfinare

).
Mi viene in mente una frase di B. Russell che affermava 'la filosofia non può essere feconda se è distaccata dalla scienza' (più o meno).
Qual è il ruolo della filosofia nella scienza? Non sono una filosofa -per vostra fortuna

- ma, a naso, suggerirei alcune domande che dovrebbero fornire le coordsinate della rotta da seguire (o ispirare o pungolare, a piacere) ad ogni scienziato/ricercatore/studioso/appassionato e ogni questione che andiamo ad affrontare :
- l'errore nella ricerca scientifica : qual è il suo ruolo? (e qui Giuliani ci sta tutto)
- la verità scientifica esiste? (e anche qui la querelle 'Giuliani' ci sta d'incanto)
- cosa distingue ciò che è scientifico da ciò che non è scientifico? (idem come sopra)
- Scienza e creatività/fantasia : sono davvero così lontane? (paro paro)
Un'ultimo appunto :
Popper ha sputato sangue per tutta la vita per far capire che , secondo lui, quello che separa la scienza dalla non-scienza è la falsificabilità. Ovvero :
1) ho un problema
2) tento di risolverlo proponendo una qualche teoria (ad es. il livello di radon, giusto per contestualizzare)
3) tutti a criticare come ho risolto il problema (dalla strumentazione all'ipotesi originaria alla rilevazione dei dati -tempistica. modalità di rilevazione.... Senza alcuna modestia, in questo siamo maestri-) e provare e riprovare il tutto alla luce delle variabili suggerite.
Le idee ardite e le anticipazioni 'insolite' costituiscono il sale della scienza e del progresso e piuttosto che spaventare e scandalizzare dovrebbero fungere da eccezionale risorsa.
Potrebbe essere così se non vivessimo in una situazione di tale degrado -morale, soprattutto- che ci costringe a scelte dolorose laddove una scarsità di fondi e il plagio operato dalle lobby -le stesse che hanno provocato la scarsità di fondi...- lasciano spazio solo alla
guerra fra poveri.
So, per esperienza, che non esiste un'ultima fermata e il treno della scienza trova sempre nuove rotaie che i bambini/i folli/gli ingenui costruiscono nottetempo.
Dobbiamo adeguarci, insomma. Ma tanto il cuore e la ragione si ribellano. Tiè!
Ps. marò....
