Ciao Seth,
come dice vcolax si tratta di divergente e convergente. Nel primo caso i due “lembi” di crosta si allontanano l’uno dall’altro, sotto la spinta del magma in risalita sotto forma di celle convettive. Poi questo fuoriesce dalla spaccatura (Rift) e va a formare una serie di vulcani, in genere allineati lungo la frattura, come avviene ad esempio lungo le dorsali oceaniche o la Rift Valley in Africa.
Nel secondo caso i due lembi si muovono l’uno incontro all’altro e uno dei due va a sottoscorrere (subduzione) sotto l’altro. Alla profondità di circa 150 km la parte subdotta fonde ed il magma risale attraverso le fratture della crosta sovrascorsa, formando una catena di vulcani, come avviene ad esempio nella Cordigliera delle Ande.
Per quanto riguarda lo tsunami, quando nel video si vede il fondale che si “spacca”, credo si riferisca al momento in cui il repentino movimento della faglia va a spostare la colonna d’acqua sovrastante, producendo le prime onde che andranno a generare lo o la serie di tsunami. Quando lo tsunami poi si avvicina alla costa può divenire più o meno distruttivo a seconda della morfologia del fondale che incontra; più questo è basso e più l’onda si “impenna” divenendo sempre più violenta. In pratica essendo l’intera colonna d’acqua a muoversi (a differenza delle normali onde) il fondale basso produce un rallentamento per attrito della parte bassa della stessa mentre la parte alta mantiene più o meno la stessa velocità creando una cresta d’onda imponente che si va ad infrangere con violenza sulla costa.
Ho cercato di spiegare i fenomeni in modo molto ma molto semplice, spero di essere stato chiaro.
Ah dimenticavo, non è l’onda ad essere assassina, ma la gestione scellerata delle coste. Infatti lungo le coste delle isole Andamane, durante lo tsunami di Sumatra, non è accaduto niente, in quanto la fascia di mangrovie sulla costa non è stata distrutta come nel resto dell’area devastata e ha funzionato da barriera, dissipando la forza distruttrice delle onde di maremoto.