Ogni rappresentanza istituzionale, nell'adempimento del suo mandato liberamente accordatogli a seguito di libere e democratiche elezioni, fa le SUE scelte politiche, liberamente, secondo i poteri conferitigli dallo stesso mandato con l'emanazione di "atti politici" ed atti amministrativi

Le scelte "politiche" di un'ordine, come per tutti gli organi che esercitano le funzioni dello Stato, devono armonizzarsi con la Costituzione e con le leggi dello Stato. Ciò significa che se è vero che l'operato di un'ordine viene periodicamente giudicato dagli esiti delle elezioni dei propri organi amministrativi (consiglio) è pur altrettanto vero che queste "scelte", qualora chiaramente illegittime, verranno giudicate nelle sedi appropriate qualora si continui nella poco lungimirante scelta di perseguirle.

Concludo con un'osservazione: è davvero strano che si parla di una modifica dell'APC visto che persone come Giuliano Antonielli, dall'alto della loro carica istituzionale e sempre presenti (ipse dixit) negli ultimi anni a tutte le scelte politiche della nostra categoria, parlano sempre più insistentemente di un'imminente legge di riforma degli ordini che prevede l'obbligatorietà dell'APC.
Non sarebbe più sensato, oltre che cautelativo per chi avanza e/o appoggia certe scelte, aspettare l'imminente legiferazione e relativa entrata in vigore ??

....continuano i misteri della fede.



Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)