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Caro Antonio, come saprai sull'APC tutti gli OORR erano d'accordo, mentre sull'articolato del regolamento ci sono state lunghe ed anche aspre discussioni. La leggittimità del regolamento e di alcuni articoli è stato sottoposto al parere legale dal CNG e da alcuni OORR indipendentemente. La risposta è stata ovvmente positiva se no non ci sarebbe l'APC ed il regolamento. Piccola nota per Cascone: è stato volutamente chiesto da alcuni OORR (che pure erano d'accordo) un parere per avere un appiglio per contrastare l'APC in modo che il legale non tendesse come alcune volte succede tenda ad appoggiare la tesi del cliente. Detto questo è evidente che l'APC è stata una precisa scelta politica di cui ci siamo assunti onori ed oneri. Il problema dei pubblici dipendenti è che siamo l'unica categoria che ha un albo speciale e questo comporta che dato che l'APC è rivolto all'aggiornamento dei professionisti che i pubblici dipendenti siano esclusi. Questo è stato uno dei punti più spinosi e più discussi, ma l'interpretazione della ns. legge costitutiva non ha lasciato grandi margini. Comunque un regolamento non è un monolito intoccabie e quindi suggerimenti e critiche sono sempre ben accette. Per Vcolax: io ho solo detto che sei vuoi farlo bene è un impegno (se vai sul ns. sito e ti guardi il Pgnews vedrai che sono elencate le attività di consiglio e capirai cosa intendo, senza tenere conto delle telefonate che ogni giorno si ricevono). Io se non avessi una socia che mi supporta non potrei farlo, ma se lo faccio è evidente è perchè voglio farlo e nessuno mi costringe. Non volevo certo passare per l'eroe che si sacrifica per la categoria. Sempicemente i colleghi mi hanno dato la loro fiducia e io cerco di essere per quanto possibile all'altezza. Saluti. Giuliano Antonielli
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Il problema dei pubblici dipendenti è che siamo l'unica categoria che ha un albo speciale e questo comporta che dato che l'APC è rivolto all'aggiornamento dei professionisti che i pubblici dipendenti siano esclusi. Questo è stato uno dei punti più spinosi e più discussi, ma l'interpretazione della ns. legge costitutiva non ha lasciato grandi margini. Comunque un regolamento non è un monolito intoccabie e quindi suggerimenti e critiche sono sempre ben accette.
Queso tipo di esclusione è un'altra assurdità. Infatti qui in Campania nei corsi cosiddetti di Aggiornamento Professionale i relatori sono nella maggioranza dei casi pubblici dipendenti iscritti all'elenco speciale. Siamo daccordo che un regolamento, come tu dici, non è un monolito, ma allora perchè non sono state tenute in conto le richieste di annullamento delle sanzioni ? A chi fa comodo mantenere tali sanzioni ? Te lo sei mai chiesto ?
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Julianto niente di personale, ma l'eccezione non conferma la regola!
Hai ragione a dire che i geologi sono finiti e non gli OORR, che rappresentano ormai per alcuni geologi, se eletti, la prospettiva di incarichi e visibilità maggiori e non certo lavorare per il bene della categoria. Il lavoro è poco ed allora si tenta la carta delle elezioni. Inutile contraddirmi perchè questa è la realtà di molte Regioni.
Per le APC poi, se davvero saranno obbligatorie per Legge, e non per circolari del CNG, DEVONO essere qualificanti e determinare delle competenze riconosciute ai partecipanti. Come delle abilitazioni anche o sorta di specializzazioni (altro che aggiornamento che non trova riscontro nel campo geologico!). In questo modo le APC potranno essere accolte con maggiore favore dalla categoria.
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Il problema dei pubblici dipendenti è che siamo l'unica categoria che ha un albo speciale e questo comporta che dato che l'APC è rivolto all'aggiornamento dei professionisti che i pubblici dipendenti siano esclusi. Questo è stato uno dei punti più spinosi e più discussi, ma l'interpretazione della ns. legge costitutiva non ha lasciato grandi margini.
Una grossa anomalia, tutta all'interno del nostro ordine, è che se da un lato la legge istitutiva dell'ordine dei geologi (L. 112/63) riconosce all'art. 2 che "L'iscrizione nell'albo non è consentita ai pubblici impiegati ai quali sia vietato dagli ordinamenti delle Amministrazioni da cui dipendono, l'esercizio della libera professione. Essi sono, a loro richiesta, iscritti in uno speciale elenco. I pubblici impiegati ai quali sia invece consentito l'esercizio della libera professione, sono soggetti alla disciplina dell'Ordine soltanto per ciò che riguarda l'esercizio della libera professione" non limita il loro accesso alle cariche ordinistiche A dirla tutta una legge, L. 616/66, all'art. 1 disponeva inizialmente che "Non sono elettori e non possono essere eletti gli iscritti nell'elenco speciale."L'articolo di legge è stato poi abrogato e consente a tutt'oggi l'assurdità di cui sopra. Ovviamente le assurdità continuano poichè spesso (vedi in Campania) a tenere i corsi APC sono gli stessi iscritti all'elenco speciale su argomenti, tra l'altro, per i quali non hanno nemmeno le competenze tecniche occupandosi di altro......e i risultati si sono visti, pubblicamente davanti a tante persone
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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OP
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Mi sa tanto che le deroghe per i dipendenti pubblici sono state studiate a tavolino per creare una frattura con i liberi professionisti.
Riassumendo: gli iscritti all'ES hanno tutti i diritti (possono essere eletti, possono votare) degli altri. Sul fatto che non possano svolgere attività professionale non dobbiamo prenderci in giro: sai quanti Professori Universitari hanno fatto e fanno lavori di puro carattere professionale (PRG, etc.), sfruttando la possibilità di ottenere il permesso dal loro Ente Pubblico in casi particolari ! Fra l'altro concorrendo slealmente con i liberi professionisti, in quanto possono contare su manovalanza gratis (i tesisti ed i ricercatori) e su strumentazione all'avanguardia (pagata da noi) che per comprarsela noi dobbiamo fare i salti mortali ed indebitarci sino alla fine dei nostri giorni.
Non voglio tediarvi, ma posso personalmente farvi due begli esempi: qualche anno fa una grossa società che si occupa di acque minerali mi ha chiesto un preventivo per fare geofisica. Ovviamente non ho fatto il lavoro perché un Docente Universitario ha presentato una proposta decisamente più vantaggiosa, presentandosi con un pullmino ricco di ogni bendiddio, con strumentazioni di tutti i tipi, mentre io avevo proposto solo un metodo (che fra l'altro sarebbe stato comunque più che sufficiente per svolgere il lavoro).
Secondo aneddoto: anni fa feci dei sondaggi dimostrativi con il metodo TDEM (a puro titolo gratuito, rimettendoci i soldi del viaggio, del pranzo, etc.) per promuovere la tecnica ad un grosso Ente Pubblico, nella prospettiva di fare il lavoro. Risultato ? Dopo qualche tempo vengo a sapere che l'Ente si è comprato la strumentazione !
Insomma il limite tra libera professione e ricerca è decisamente ballerino.
In quanto a doveri, poi, gli iscritti all'ES, non debbono fare i corsi APC. Possono invece insegnare in questi corsi. Ma siamo sicuri che sono in grado ? Come diceva Cascone e come riferitomi da più parti, spesse volte i corsi APC sono tenuti da Docenti o Dipendenti Pubblici che ne sanno meno dei Professionisti: fa male ammetterlo ma è pura e semplice verità. Cari Rappresentanti, dovete rendervi conto che non è tutto nero e tutto bianco: ci sono anche liberi professionisti, come il sottoscritto, che svolgono attività di Docenza a contratto nelle Università, che pubblicano su riviste internazionali, che vanno in giro per il Mondo a seguire Congressi (oltre che a lavorare), che si aggiornano molto più dei Docenti: la maggior parte delle volte ho partecipato a workshop e congressi su tematiche d'avanguardia, ai quali puntualmente mancavano i Docenti Universitari italiani. Parlo di cose tutt'altro che astruse, ma che, quando ho svolto la docenza nella mia Università, erano ignote agli altri Docenti, cose che potrebbe aprire nuove prospettive di lavoro per i nostri futuri colleghi. Insomma, qui ognuno deve guardare alla sua realtà, impegnandosi ad aggiornarsi, ad approfondire, senza mettersi sulla cattedra, considerandosi alla pari di tutti gli altri: il più modesto dei liberi professionisti di una sperduta Provincia ha molto da insegnare al più grosso luminare cattedratico: lo so per esperienza e non per sentito dire.
Forse però questa mossa del CNG e degli OORR è positiva. Primo perché potrebbe costituire un precedente che noi iscritti all'AP potremmo sfruttare per le vie legali, richiedendo anche noi la non obbligatorietà. Secondo perché forse è giunta davvero l'ora di andare ognuno per la sua strada: facciamo 2 Ordini distinti, ognuno con i suoi rappresentanti e con le sue Norme Deontologiche, oltre che con il suo Regolamento APC. A quel punto gli iscritti all'ES dovranno farsi i corsi l'uno per l'altro: buon divertimento !
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OP
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La raccolta delle firme prosegue: siamo a quota 731, così distribuite:
LAZIO 135 CAMPANIA 108 TOSCANA 90 CALABRIA 87 PIEMONTE 73 LOMBARDIA 57 SICILIA 32 EMILIA-ROMAGNA 31 MARCHE 19 ABRUZZO 16 SARDEGNA 15 VENETO 15 PUGLIA 14 BASILICATA 13 UMBRIA 12 FRIULI VENEZIA GIULIA 4 VALLE D'AOSTA 4 LIGURIA 3 MOLISE 2 TRENTINO ALTO ADIGE 1
E' evidente che nel Lazio si gioca la partita più importante e le elezioni del Consiglio rappresenteranno indubbiamente una prova del nove, visto che la lista "Crescita professionale" annovera ben 6 firmatari su 11 dei candidati, quindi la maggioranza. E' doveroso sottolineare poi che 2 candidati della lista concorrente "Il valore dell'esperienza...", collegata al Consiglio uscente, abbiano comunque aderito al nostro documento, segno evidente che le nostre motivazioni sono sentite in maniera trasversale e diffusa. Ovviamente con, per ora, 135 firmatari, il prossimo Consiglio Regionale non potrà certamente più ignorare le nostre proposte.
Mi fa infine piacere far rilevare che alcuni colleghi che hanno aderito alla nostra petizione, sono stati eletti in alcuni Consigli regionali: uno in Sardegna, due in Piemonte ed uno in Abruzzo): la nostra iniziativa quindi potrà essere portata avanti nelle sedi più opportune.
Insomma, qualche piccola crepa si inizia a vedere.
Incrociamo le dita per il Lazio !
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OP
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Grande successo della lista alternativa qui nel Lazio: premesso che hanno votato 462 iscritti (quasi il 40 % degli aventi diritto !), sono entrati 7 consiglieri su 11. Poiché 4 dei nuovi consiglieri hanno firmato il nostro documento per la modifica dell'APC, consentitemi di esprimere tutta la mia soddisfazione e di sperare in un maggiore "ascolto" da parte di nostri rappresentanti. Intanto continuano ad arrivare le adesioni: siamo a 740
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Dimenticavo: sull'inserto Economia del Corriere della Sera di oggi si parla della crisi delle libere professioni, anche di noi geologi. Interessante un trafiletto dal titolo quantomai esplicativo: "Lo speciale balzello dei corsi di formazione per i giovani in toga". I commenti del giornalista sono tutt'altro che positivi e fa venire i brividi sentire dal coordinatore della commissione per l'assegnazione di crediti formativi del Consiglio Nazionale Forense (immaginate quindi con quanta imparzialità) che "gli avvocati sono stati gli ultimi professionisti ad avere il dovere alla formazione continua che è obbligatoria in tutto il mondo". E' grave che vengano fatte delle affermazioni così false da una persona così autorevole: gli architetti e gli ingegneri, come minimo, ancora non hanno l'obbligo e nessuna normativa europea parla di obbligatorietà. Ma ovviamente è come chiedere all'oste se il vino è buono !
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Mi preme sottolineare come ben 11 consiglieri regionali, la maggior parte dei quali sono entrati a seguito delle ultime elezioni, hanno firmato la nostra proposta di modifica dell'APC. Nel dettaglio si tratta di: 4 consiglieri nel Lazio 2 in Piemonte 1 in Valle d'Aosta, Lombardia, Sardegna, Basilicata e Abruzzo
Spero che ciò contribuisca a rendere ancora più incisiva la nostra battaglia per modificare il regolamento, recependo finalmente le giuste necessità degli iscritti.
Le adesioni sono a quota 740, ovvero circa il 5 % a livello nazionale (gli iscritti all'Ordine sono 15500). Qui nel Lazio sono 143 su 1252, quindi ben l'11 %. Diciamo che rappresentiamo un "partito" di tutto rispetto. Considerando poi che gli iscritti che sono al corrente della nostra iniziativa ancora sono pochi, direi che è un risultato più che apprezzabile e che non può essere certamente ignorato dai nostri rappresentanti. Ovviamente i dati sono parziali, perché la raccolta delle firme sta continuando. Comunque da ora inizia una nuova fase. Stiamo a vedere
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Nel piemonte su 583 aventi diritto, siamo arrivati al 12,5% non male, non male....
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