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Salve a tutti, come molti (a quanto sento in giro) mi trovo in difficoltà con l'applicare la nuova normativa sulle costruzioni. Al momento mi trovo a dover fare una relazione su di un piccolo fabbricato agricolo (rimessa attrezzi), il punto è che al di la dei vari corsi dove si portano esempi con molti sondaggi e prove penetrometriche, nella realtà la maggior parte dei casi abbiamo pochi dati per ovvi motivi di spesa. Nel caso in esame ho fatto una prova cpt (è stata dura infilarla nel preventivo!), come faccio quindi a determinare i parametri caratteristici con 1 solo dato? Prendo sempre il valore medio o li determino tra i valori all'interno di ogni strato? Mi sembra di capire dai vari uffici del ex Genio che il valore medio può essere ancora accettato! Grazie.
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...come faccio quindi a determinare i parametri caratteristici con 1 solo dato? Prendo sempre il valore medio o li determino tra i valori all'interno di ogni strato? Mi sembra di capire dai vari uffici del ex Genio che il valore medio può essere ancora accettato! Grazie. Alessandro, hai detto bene, selezioni i valori per strato omogeneo ed in base al dataset o ai datasets (uno ogni strto omogeneo) determini i valori caratteristici. Il metodo statistico è spiegato qui No, il valore medio NON È un valore caratteristico, per esplicita prescrizione della Circolare 617/2009 e dell'Eurocodice 7. Il fatto che, per ignoranza, gli uffici competenti possano accettare valori medi non è una scusa per il professionista ad ignorare la legge.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Scusa mccoy, questa dei parametri caratteristici è una questione su cui ho dei dubbi. nel punto C6.2.2. della circolare, sotto la voce "valori caratteristici dei parametri geotecnici", riporta:
"Nelle valutazioni che il progettista deve svolgere per pervenire ad una scelta corretta dei valori caratteristici, appare giustificato il riferimento a valori prossimi ai valori medi quando nello stato limite considerato è coinvolto un elevato volume di terreno, con possibile compensazione delle eterogeneità o quando la struttura a contatto con il terreno è dotata di rigidezza sufficiente a trasferire le azioni dalle zone meno resistenti a quelle più resistenti".
successivamente riporta:
"valori caratteristici prossimi ai valori minimi dei parametri geotecnici appaiono più giustificati nel caso in cui siano coinvolti modesti volumi di terreno, con concentrazione delle deformazioni fino alla formazione di superfici di rottura nelle porzioni di terreno meno resistenti del volume significativo, o nel caso in cui la struttura a contatto con il terreno non sia in grado di trasferire forze dalle zone meno resistenti a quelle più resistenti a causa della sua insufficiente rigidezza"
ora mi chiedo nel caso di fondazione rigida superficiale quale valore caratteristico si prende in considerazione?
saluti massimo
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Se la fondazione è rigida, si prende sempre in esame il valore caratteristico prossimo ai valori medi, perchè, dal momento che le sollecitazioni vengono ridistribuite su tutti gli elementi della fondazione, il vlaore che governa l'insorgere dello stato limite è proprio la media dei valori di resistenza interessati dal volume/superficie di rottura.
La rigidità della fondazione dipende molto dal suo spessore (momento di inerzia) ed è meglio chiedere al progettista del c.a. se si può considerare rigida.
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Da quanto mi sembra di capire di norma dovrei agire come dice mccoy, eventualmente per una fondazione a platea come vorrebbe fare l'ingegnere potrebbe però giustificarmi i valori medi. Grazie
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Da quanto mi sembra di capire di norma dovrei agire come dice mccoy, eventualmente per una fondazione a platea come vorrebbe fare l'ingegnere potrebbe però giustificarmi i valori medi. Grazie Alessandro attento, valori medi è una cosa, valori prossimi ai valori medi è un'altra. Inoltre, bisogna definire quanto prossimi.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Senza voler entrare in polemica con Mccoy, con cui peraltro abbiamo discusso la cosa durante i suoi corsi, io preferisco calcolare i valori caratteristici per ciascun strato. Per la definizione del modello geotecnico (in senso lato) è sicuramente più corretto (ed indispensabile nelle grandi opere, quando un singolo modello geotecnico deve costituire la base di lavoro per diverse verifiche sismiche). Tieni conto inoltre che la profondità di influenza della fondazione potrebbe essere significativamente diversa nel calcolo della capacità portante rispetto alla verifica dei cedimenti, per cui se fai una valutazione unica dei parametri caratteristici potresti incorrere in errori significativi.
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Carlo, utilizzare il modello geotecnico con valori caratteristici per strati omogenei va benissimo, ed in effetti, oltre ad essere previsto dalle NTC, costituisce la base di tutte le verifiche.
Ci sono alcuni casi tuttavia dove tale modello può non funzionare bene, ad esempio l'analisi dei cedimenti alla Schmertmann, con i valori degli i-esimi straterelli. Qui gli strati omogenei non esistono, e ricavarli in base agli straterelli toglie risoluzione al problema, peraltro ancora non risolto in maniera soddisfacente, anche se ci ragiono da anni.
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Io, proprio per il calcolo dei cedimenti, suddivido lo strato che considero omogeneo nel numero di strati che mi servono per fare i calcoli, ma conservando le stesse caratteristiche.
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Se proprio consideriamo gli errori nelle correlazioni, nella misura, ecc. ecc. in effetti quel metodo può non essere poi così rigoroso come sembra e trattare n straterelli tutti con lo stesso valore caratteristico non ridurrebeb in tal senso al precisione. Il meglio sarebbe avere a disposizioen dati di CPT elettrico, e qui si possono davvero trattare senza problemi strati omogenei di 20 cm. L'unico problema rimanendo il tempo 
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