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Per definizione, la S2 è tipica di depositi suscettibili a liquefazione, ma se le tue verifiche suggeriscono altrimenti, rimane una categoria 'C'.
Si tratta poi di depositi, non intercalazioni isolate, quindi è implicita, mi sembra evidente ma vi chiedo conferma della mia interpretazione, una certa estensione volumetrica, come peraltro sarebbe confermato dal punto sopra citato:'strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda (NTC 7.11.3.4)'.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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...ma i terreni liquefacibili non amplificano il segnale sismico, lo smorzano, come gli isolatori. ... Verissimo, si tratta di onde S, per cui liquefazione = lo spesso strato diventa fluido = non permette la propagazione di onde S. Anche se in effetti non è poi così semplice, anche le cavità non permettono la propagazione delle onde S ma il sisma si sente lo stesso, perchè le onde bypassano per il principio di Fermat le aree lente o perchè le onde di superficie non vengono ostacolate.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Il tuo problema come per tutti noi non è di escludere la liquefacibilità ma valutare cosa comporterebbe la liquefazione di quel pacco all'edificio che sta sopra. Io la vedo così.
Diciamo che la procedura dovrebbe stare a metà: 1) SE la liquefazione può essere esclusa con ragionevole certezza, inutile preoccuparsene 2) SE non avviene quanto sopra, e comunque ci rimane un dubbio residuo pur non essendo in eclatanti condizioni di liquefazione, allora contemplare lo scenario pessimistico comunque e prevedere rimedi. Personalmente sto esaminando un caso del genere (non manifeste condizioni di liquefazione ma eventualmente possibilità locale delle stesse), e ho già parlato con il progettista per proporre un sistema di irrigidimento dei plinti di un capannone. Se proprio vogliono escludere i pali
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Io cercherei di lasciar perdere la categoria S2 come spettro, e fattore di incremento ag, pedantemente si dovrebbe definirla tale, ma i terreni liquefacibili non amplificano il segnale sismico, lo smorzano, come gli isolatori. E' solo un problema di capacità portante e cedimenti.
A proposito quale è la tua maglitudo Mw di progetto, e perchè non usi MSF di EC8? Infatti dicevo già ieri che sarebbe opportuno valutare l'entità del cedimento in condizioni post-sismiche. Riguardo la MSF il software che utilizzo considera quella di Ambraseys (come normativa di riferimento cita EC8 / ENV 1998-5 (1998; 2003). Come magnitudo di riferimento sto utilizzando quella prevista dal rapporto INGV per la Calabria ionica (zona 930) pari a 6.6. Valuta IL e comportati di conseguenza.
Il tuo problema comeper tutti noi non è diesludere la liquefacibilità ma valutare cosa comporterebbe la liquefazione di quel pacco all'edificio che sta sopra. Io la vedo così.
Valutato IPL e il rischio di liquefazione risulta molto basso. E' certo che il fine ultimo sarà quello dell'interazione terreno-struttura. saluti, agi
Ultima modifica di agi; 14/09/2009 18:02.
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Si tratta poi di depositi, non intercalazioni isolate, quindi è implicita, mi sembra evidente ma vi chiedo conferma della mia interpretazione, una certa estensione volumetrica, come peraltro sarebbe confermato dal punto sopra citato:'strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda (NTC 7.11.3.4)'.
E' proprio quello che intendo! ad un piccolo spessore di materiale liquefacibile in profondità non è associata una elevata probabilità di liquefazione in superficie. saluti, agi
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Non avendo esperienza di casi reali di liqueffazione, mi sentirei rassicurato da un rischio di liquefazione molto basso.
Spero mi teniate informato su come procederete per la valutazione dei cedimenti sismici/postsimici.
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Mi stavo ponendo una domanda! Partendo dalla sola velocità Vs30 è possibile escludere il rischio di liquefazione? Ad es. se ho un suolo tipo con Vs30 da MASW = 375 m/sec è sufficiente ad affermare che si tratta di un suolo tipo B e non S2? Mi pongo questa domanda perchè nelle verifiche del rischio liquefazione fondati sulle Vs entrano comunque in gioco parametri relativi alla granulometria! saluti, agi
Ultima modifica di agi; 19/09/2009 19:51.
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E' possibile affermare che se le vs sono maggiori di 200 m/s la liquefazione è altamente improbabile. Per MW/7,5. E ti rimando a i testi sulla liquefazione valutata con misura della vs. (a quest' ora non li ricordo). Siccome le prove MASW ad esempio sono molto precise nei primi 15 metri, a detta dei detarettori del metodo, ecco un criterio per stimare la liq. riconosciuto.
LA vs30 non la considererei.
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E' possibile affermare che se le vs sono maggiori di 200 m/s la liquefazione è altamente improbabile. Per MW/7,5. E ti rimando a i testi sulla liquefazione valutata con misura della vs. (a quest' ora non li ricordo). Siccome le prove MASW ad esempio sono molto precise nei primi 15 metri, a detta dei detarettori del metodo, ecco un criterio per stimare la liq. riconosciuto.
LA vs30 non la considererei. Il metodo lo conosco e tiene comunque conto di informazioni granulometriche (FC<5%- 15<FC>35%, FC>35%). Per utilizzare il grafico presente nelle linee guida AGI in funzione del Vscorretto devo necessariamente conoscere il valore di FC. Tuttavia preliminarmnte si può fare un'ipotesi considerando il valore di FC più cautelativo (FC<=5%). Il valore 200m/sec è un riferimento valido per CRR <=0.35. saluti, agi
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Per tenere informato Massimo riporto il seguente thread .... Prima di stimare il cedimento post-sismico mi ponevo una domanda! Per la stima del cedimento post sismico in un terreno incoerente (da una certa profondità in poi in falda a tratti liquefacibile) mi pare corretto analizzare i meccanismi di resistenza ciclica in condizioni drenate. In questo caso è giusto affermare che il fattore che maggiormente influenza il fenomeno è il "recupero" di resistenza ad avvenuta degradazione meccanica delle caratteristiche di resistenza? I parametri vanno degradati o no? Sarebbe forse più importante analizzare i meccanismi di resistenza ciclica in condizioni non drenate e quindi effettuare una verifica contestuale all'evento sismico connessa all'incremento delle pressioni interstiziali? In questa ipotesi i parametri andrebbero degradati o no? saluti, agi
Ultima modifica di agi; 20/09/2009 16:50.
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