Non penso che l'APC determini un calo degli iscritti, così come non lo determina il costo dell'iscrizione all'ordine o il pagare l'EPAP (se fai dell'altro paghi comunque l'INPS...).
Purtroppo a determinare il calo è la percezione della professione di geologo, così avviene che ci sono corsi universitari con 20 iscritti (per la cronaca quando mi iscrissi nel mio corso di laurea si superavano i 120).
L'università è rimasta per troppo tempo scollegata dalla professione reale perdendo appeal, mentre per contro l'istituzione di alcuni corsi di ingegneria attinenti la sfera dell'ambiente, difesa del suolo e delle acque (decisamente più collegate alla realtà del mercato, almeno dal loro punto di vista), hanno scavato un fossato che viene attraversato solo dai pochi che evidentemente hanno sentito la 'chiamata', un po' come avviene a chi decide di intraprendere la strada ecclesiastica.
A complicare ulteriormente le cose c'è che se uno si informa un po' apprende di una professione dove generalmente ci sono problemi circa il giusto riconoscimento di ciò che si fa, ovvero gli onorari. Se pensiamo che un artigiano (fate vobis...) che viene in casa perchè hai qualche problema magari se ne va dopo due ore con una parcella di 150/200 euro è facile constatare che chi chiede 500 euro per una relazione per costruire una casa fa venire i brividi, non c'è assolutamente paragone dato che lo stesso artigiano con 4 lavori identici in un giorno tira su dai 600 agli 800 euro su cose onestamente di minore responsabilità.
Una professione ha appeal se è vista in un certo modo, se l'università ti forma per ciò che il mercato richiede e, tutt'altro che secondario, se c'è il giusto riconoscimento dell'attività svolta. Se ci sono queste cose non c'è APC o altro che possa interferire, non pensate?