OK, cercherò di essere breve, ma chiaro, cercando di non tralasciare nulla e sperando di aver capito bene e di riferire meglio quanto ho ascoltato:
Un geologo viene incaricato di una relazione geologico-geotecnica per una piscina; in (dapprima) buoni rapporti con la committenza, chiede in quale settore della loro proprietà essa intenda realizzarla e indacatala egli esegue le indagini su quell'area (trattasi, per ora, di vasta area pianeggiante) e ne redige la relazione.
Un bel giorno, se non ricordo a metà dei lavori, l'area destinata "collassa e sprofonda": tutti (impresa, progettista e...geologo) vengono chiamati in causa. Il geologo scopre che la piscina è stata realizzata in un punto diverso da dove aveva eseguito i suoi studi: in seguito si scopre che l'area era inizialmente costituita da due dorsaline separate da una sella, e successivamente regolarizzate con riempimento della sella con del riporto: nella sella (nascosta) la committenza ha ordinato si eseguire i lavori, diversamente a quanto aveva precedentemente indicato al geologo, che, ovviamente, ha indagato i terreni di una delle dorsali fino al limite (sfiga?) della sella ricoperta.
Il geologo non aveva alcuna prova per poter dimostrare l'indicazione della committenza ed è stato ritenuto responsabile (non il solo tuttavia) ed ha sganciato (patteggiando) 15000 euro!!!

Considerazioni:
si possono fare molte critiche al collega, d'accordo (non estensioni delle indagini ad un intorno significativo, foto ecc..., ma non conoscendo tutti i dettagli è d'uopo astenersene)! Ma ciò che mi ha colpito è la seguente (è stata la mia domanda all'avvocato) : non era sufficiente dedurre che se uno fa le indagini in un posto è perchè ci vuole eseguire i lavori, se no le avrebbe fatte da un'altra parte? Risposta: NO! = CONDANNA!
Consiglio dell'avvocato: riportare sempre in relazione o in uno scritto, firmato dalla committenza, quale è l'area destinata o scelta per i lavori!
Altra mia domanda più o meno pertinente:
dato che noi ci troviamo spesso di fronte al rifiuto o ostacolo da parte della committenza di far eseguire le indagini che riteniamo più idonee (e qui ci si collega al post di Hardsosk in questa sezione), a differenza del medico (piaceva all'avvocato, ma anche a me, il paragone con il medico) che può, tuttavia, prescrivere qualsiasi esame, tanto lo paga il SSN, mentre le "nostre" indagini le paga la committenza, come dovremmo comportarci noi disgraziati?
Risposta: o rifiutare l'incarico immediatamente (e sono d'accordo, ma non si vive d'aria) o farsi firmare SEMPRE dalla committenza una dichiarazione scritta in cui dichiara di non voler eseguire le indagini consigliate dal geologo (FOSSE FACILE O REALIZZABILE!) e si è (quasi) in una "botte de fero"!

Non è mia intenzione sindacare, come ho accennato, sul lavoro del collega, ma disquisire sulla necessità o meno di un'assicurazione per tutti i lavori, viste le possibili conseguenze cui possiamo andare in contro!
Evito intenzionalmente l'accenno alla retribuzione mai adeguata alle responsabilità che ci competono!!!!

Concludendo: assicurazione MOLTO consigliata, sia per i lavori pregressi, sia postuma!
Con la presente ho soltanto estrapolato un episodio da tutto quanto spiegatoci per ore dall'esauriente avvocato!

A voi l'ardua sentenza


Duccio

"Unum scio, nihil scire"
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