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Per l'ennesima volta mi son trovato ad affrontare il discorso con un collega e sono sempre più convinto dell'ignoranza generale sull'argomento. E' ormai opinione comune (lo spettro del bulbo delle pressioni più profondo!) che una platea dia sempre cedimenti totali maggiori di un reticolo di travi, indipendentemente dalle condizioni al contorno, ignorando vari aspetti fra cui:

la non applicabilità brutale della soluzione di Boussinesq:
le platee molto estese sono lontane dall'essere perfettamente rigide, spesso hanno più carichi concentrati (pilastri) e le pressioni di contatto sono davvero molto, molto lontane dalle ipotesi di Boussinesq = è errato utilizzare una pressione media spalmarla su tutta larghezza B di platea, porterà a cedimenti inverosimili!!

in caso di fondazioni a qualche metro di profondità, dimezzare il carico significa poter contenere buona parte del cedimento edometrico nel tratto di ricompressione

si dimentica che in un reticolo a basso interasse possono esserci interazioni fra bulbi di pressioni ad una certa profondità...teoricamente siamo di fronte al tanto temuto incremento di B!!

io in casi dubbi analizzo, se posso averli, i raster FEM della pressione di contatto e della deformata della ipotetica platea, poi suddivido, come suggerito in tutt'altro tono dal buon Bowles, la mia platea in elementi minori che posso considerare "rigidi". Su questi applico Boussinesq con la pressione media al centro presa dal FEM delle pressioni di contatto, e calcolo il cedimento come blocco rigido.
faccio questo per varie zone dell'area a diversa stratigrafia: ottengo cedimenti totali confrontabli con quelli del reticolo, ma spesso minori cedimenti differenziali legati a fattori geologici.
Quando poi si rimane interemante nel campo di ricompressione...

ditemi la vostra













Ultima modifica di Alessandro P.; 25/09/2009 11:24.
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Che la platea non scarichi pressioni omogenee è poco ma sicuro, ma del resto oggi gli strutturisti ci forniscono la distribuzione delle pressioni in modo molto corretto (quelli che tu chiami raster FEM). Però, avendo quei dati, fare poi le operazioni che tu suggerisci, mi pare un azzardo.
L'unica cosa da fare è utilizzare un programma di calcolo adeguato, che ti consenta di tenere in conto sia le variazioni spaziali delle pressioni che dei parametri geotecnici.

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Per favore quale sarebbe il/i programmi di calcolo adeguato... ?
qualcosa tipo ...

grazie infinite


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
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Se davvero cè un programma di calcolo per fare una cosa del genere ditemelo, vi prego: ho cercato quanto ho potuto questo inverno, ma ho trovato solo tanti FEM che utilizzano Winkler, e non è roba per me.
Tutti gli altri software economici applicano brutalmente Boussinesq e sinceramente preferisco, quando si può, un bel foglio in excel fatto da me, almeno so quel che sta succedendo.

So che il calcolo che faccio è tutto fuor che conservativo, ma è la strada suggerita da Bowles che specifica proprio che il metodo Boussinesq-I va solo con plinti e travi, altro che platee...
Mannaggia, non ho con me il libro, altrimenti sarei riuscito a darvi migliori spunti.

Converrete anche voi che calcolando con Boussineq-I il cedimento di dicrete platee,caricate normalmente, saltano fuori cedimenti esorbitanti e che anche nel calcolo dei reticoli si introducono approssimazioni non da poco (ad esempio negli incroci sotto i pilasti i bulbi di pressione si sovrappongono per forza...). Alla fine ci si mette li, si fanno due conti e ci si convince giorno dopo giorno che la platea è il male, che porta a cedimento totale 10 volte il reticolo e differenziale intollerabile, cosa che se vi sente un ingegnere vi picchia a sangue (ed io l'ho dovuto sentire già 3 volte). Capisco che in certi casi spostare le pressioni in profondità sia da evitare, ma questo non c'entra nulla...

Ma se il nostro progettista scegliesse di fare una bella platea ben armata di 20 per 40 m, perchè magari guardando le mesh del reticolo localmente non rientra con la portanza che gli avete dato (e con le NTC ci sta anche), cosa gli diciamo, che non si può fare perchè saltano fuori un cedimento totale di un metro con distorsioni del 2%? Penso che ci sputerebbe in un occhio e ci sarebeb andata di lusso.
Io vorrei davvero capire come affrontare questo problema ma son già arrivato al massimo della mia capacità di approfondimento.

E vi prego non ditemi che si può fare solo in FEM...una volta, prima dell'avvento del computer, le platee si calcolavano tutte a mano per settori.
Vorrei sapere se qualcuno ha memoria di questi "retaggi del passato"...
Ora io vi posto un link e voi mi dovete spiegare come cavolo hanno calcolato il cedimento di questa...
http://www.hsh.info/platea.htm
Meditate gente.

Ultima modifica di Alessandro P.; 26/09/2009 09:47.
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Forse non lo vuoi sentire dire ma semplicemente NON l'hanno calcolata in modo serio.
UNa cosa del genere va fatto con un programma fem geotecnico.

Come facevano una volta? con le differenze finite manuali, ma non vedo perchè usarli ora.
Le dimensioni di una platea come la citi non ha analisi manuale che tenga.

Un pò estremo?
Ma d'altronde l'esempio che citi risponde da solo.
Credi che l'Ing. la struttura che sta sopra la platea 20x40 che citi l'abbia calcolata a mano?
Allora perchè non dare stessa dignità a tutti gli organismi strutturali che compongono l'opera?

marco

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Me lo immaginavo che era calcolata "a maiale".
Le differenze finite manuali, appunto, sta tutto sul buon Bowles.
FEM geotecnico è da un pò che lo cerco, ti prego dimmi un nome ed un prezzo indicativo (forse cè qualcosa ITASCA, mi pare costi solo un 5000 euro!), soprattutto che parametri che utilizza. Purtroppo penso che non riusciro mai a vedere nemmeno una versione demo.

Poi dimmi tu se è più sbagliato calcolare una platea come faccio io, a settori con l'aiuto delle MESH, o andare dall'ingegnere a sparare cedimenti metrici facendoci fare la figura dei dementi, cosa raccontata da più di un cliente e sentita personalmente dalla boccaccia sacrilega di 3 colleghi geologi (rischio di arrivare alle mani).
Se non trovo la soluzione al prossimo ingegnere dovrò rispondere: se lo calcoli lei il suo cavolo di cedimento, che la pagano profumatamente!

Daltronde sono solo un geologo, e nemmeno tanto scafato.

Grazie, ciao.

P.S.: non ho sottomano "Fondazioni" di Bowles...mi confermi che per il cedimento di platee ammette solo le differenze finite vero?

Rigrazie, ciao.




Ultima modifica di Alessandro P.; 26/09/2009 10:37.
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Ovviamente i programmi FEM sono molto più completi, però sparano costi pazzeschi. Plaxis3d costa 12.000 $...
Io ho trovato ed utilizzo GGU-Settle, che non è FEM e quindi ha diverse limitazioni, ma consente di gestire stratigrafie e fondazioni complesse e da risultati accettabili.

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Plaxis 2d costa la metà, poi lo impari in qualche mese, 3D devi farci un phD.
E comunque poi si fanno paratie, fronti di scavo, ecc.
ma così anche Abaqus, ecc..

Io non faccio il tifo per uno o per l'altro (non li vendo certo io), secondo me per chi fa questo mestiere è bene sapere che esiste e saperne le potenzialità e i limiti.
Poi quella volta che serve, se non è frequente,se vi è il budget, si può contattare chi lo usa.

Ultima modifica di Ing. Marco Franceschini; 26/09/2009 11:11.
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GGU settle utilizza un kriging geostatistico per ricostruire i cedimenti ai nodi di un mesh predefinito, dando come input i parametri di deformabilità lungo alcune verticali.

Carlo cAleffi mi ha mostrato un'analisi fatta da lui proprio su un reticolo, con pressioni calcolate sui membri del reticolo come fornite dal programma strutturale del progettista.

Mi sembra una buona via di mezzo tra costosi FEM e modelli geotecnici classici.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Finalmente il post si concretizza.
Plaxis 2d, che comunque è fuori budget, mi pare ottimo per scavi in roccia, alcune palificate, plinti, ma poco efficace nel caso platea perchè è appunto 2d, quindi il terreno diviene ad un solo strato, ed è modellato senza i parametri edometrici. Lavora su una biblioteca di modelli di consolidazione con variabili di elasticità e permeabilità; rispetta la geometria di fondazione ma semplifica molto il terreno.
Plaxis3d...per le commissioni che ho sarebbe come lavare una pentola in un'autolavaggio.
Questo GCU settle mi interessa molto, mi pare una buona dritta...scarico il manuale al volo!
Ho visto il prezzo...abbordabile...se fosse però l'unico software che mi manca adesso.

Ultima modifica di Alessandro P.; 26/09/2009 16:47.
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