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Tania,
non c'è maniera di sapere a priori se si tratti di aftershocks, o repliche successive ad un forte evento, o foreshocks, repliche che preludono ad una altro evento significativo, innescato da un'altra struttura sismogenetica.

I 2 grandi sismi più recenti in Appennino si sono comportati con il classico meccanismo di evento o eventi principali e graduale attenuazione, per cui forse anche stavolta sarà così.

Come dice Massimo, la prevenzione è possibile.
Nell'Aquilano sono state devastate le vecchie case in muratura di pietrame. Queste, come è stato osservato, si sbriciolano letteralmente sotto l'azione sismica, mentre altre strutture hanno resistito più o meno bene.
Per cui una maniera di stare più tranquilli comporta stare alla larga da tali abitazioni.

Valgono sempre le regole illustrate nel 1° post di questa discussione.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Io vivo ad Avezzano, e salvo applicare rinforzi interni, cosa che non dipende da me, ho caricato in macchina piumoni, cuscini teli impermeabili e un paio di cambi per ogni componente della famiglia, e ho un borsone, sempre a portata di mano con le cose che potrebbero venire utili ( caricabatterie da auto, lampadine a pila, roba così)e un altro cambio a testa ( tuta e biancheria, non si sa mai) Mi prendono tutti in giro, ma ora sento che non sto sbagliando poi tanto. Ma voi che avete più esperienza di me, per quanto tempo pensate che dovremo continuare a stare in allerta? So che Avezzano non è coinvolta ( come Teramo), ma so che , a differenza di Teramo, noi stiamo su una faglia. Non è attiva al momento ma..... con tutte queste scosse, la paura fa ugualmente 90!!!!!!!


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Il periodo 'caldo' (aftershocks non impercettibili) passa dopo mesi, in genere 6-7, in Appennino storicamente forse meno ma meglio non fidarsi...



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Conoscenza e prevenzione.
1. Conoscere la sismicità del proprio territorio.
2. Sapere se la propria abitazione/luogo di lavoro o studio nostro e dei propri familiari ha caratteristiche antisismiche
3. Conoscere il piano di protezione civile del Comune in cui si abita e si lavora
4. Conoscere il piano di emergenza del proprio luogo di lavoro e se questo prevede la procedura sisma
5. Esercitarsi mentalmente e operativamente in famiglia e sul lavoro all'evenienza terremoto, sopratutto nelle zonme a maggior rischio
6. Preparare il kit di emergenza da integrarsi e potenziarsi in caso di crisi sismica o evento sensibile.
7. In caso di evento sismico "sensibile" informarsi sulla origine (vicino o molto lontano) e nel primo caso considerare di non dormire nella propria abitazione se non antisismica almeno la notte successiva in attesa di sviluppi e/o ulteriori informazioni.

In caso di risposta negativa:
2. Se non sono ntisimici gli edifici, putroppo bisogna puntare sulla prevenzione essenzialmente sulle norme di autoprotezione, sviluppare una cultura della sicurezza (quando acquisto una casa o ristrutturo se possibile trovarle antisimiche e non solo belle)(l'aspetto economico per interventi antisimici purtroppo non è banale ma dove si può pensiamoci). Vigilare sopratutto sullo stato dell'immobile (presenza di lesioni ecc) in condizione di pre sisma o eventuali variazioni dopo una scossa sismica forte o leggera che sia. Per una cultura del ceckup del fabbricato può essere (con i limiti del caso) d'aiuto la pubblicazione della regione lombardia ( Prevenzione del rischio di crollo nei fabbricati residenziali 2001. www.protezionecivile.regione.lombardia.it in pubblicazioni). Per il posto di lavoro o studio sollecitare la proprietà o l'ente gestore ad intervenire o a eseguire verifiche.
3. 4. - Se non ci sono piano sollecitare il Sindaco e/o datore di lavoro perchè si provveda e si faccia conoscere alla popolazione/lavoratori le regole di autoprotezione, le aree a rischio maggiore, le aree di emergenza, come vengono diffuse le informazioni.

Credo che ci sia mooolto da fare nella ns società per una partecipazione più attiva nel costruire una cultura della sicurezza e dell'autoprotezione

Ultima modifica di gorgona; 04/05/2009 08:17.
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Grazie a Gorgona per aver dato una veste più decente al mio post, suggerisco a mccoy di inserirla nel messaggio iniziale


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Originariamente inviato da: massimo trossero
Grazie a Gorgona per aver dato una veste più decente al mio post, suggerisco a mccoy di inserirla nel messaggio iniziale


Fatto!


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In un’Internet di massa, trovare ciò di cui si ha bisogno è sempre più difficile, ma ancor più difficile è valutarne l’attendibilità. È il prodotto dell’ideologia del Web 2.0 – quello di blog e social network – che preconizza la scomparsa degli intermediari dell’informazione, dai giornalisti alle testate di prestigio, dai bibliotecari agli editori, presto sostituiti dalla swarm intelligence, l’intelligenza delle folle: chiunque può e deve essere autore ed editore di se stesso. Il ‘mondo Web 2.0’, dove nessuno è tenuto a identificarsi e chiunque può diffondere notizie senza assumersene la responsabilità, realizza davvero un sogno egualitario, o piuttosto un regno del caos e della deriva informativa?

Fabio Metitieri
Il grande inganno del Web 2.0
2009

-----------------

La paura del terremoto ha esaltato questo aspetto.
Il nostro compito, mettendoci nome e cognome, è quello di dissipare questo aspetto nel campo della geologia.


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Salve, su Chieti potete dirmi qualcosa? so che è in zona 2 c'e' da essere preoccupati?

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La preoccupazione serve a mantenere alto il livello di attenzione! smile ...in altre parole la prevenzione è fondamentale per la mitigazione del rischio potenziale!

Ricadere in zona 2 (vecchia normativa) significa che l'area è al secondo posto della classificazione nazionale del rischio sismico (esistono 4 zone: zona 1 rischio molto elevato - zona 4 rischio basso).

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 16/05/2009 10:43.
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andrea,
chieti ha avuto alcuni edifici lesionati in maniera piuttosto seria (tra cui anche il tribunale) non ostante la distanza di decine di km dall'epicentro.

Questo suggerirebbe che un epicentro in zona Maiella o Sulmona possa creare maggiori danni.

L'entità della preoccupazione dipende dalle strutture che frequenti.

Faglie sismogenetiche non mi sembrano comunque segnalate.

Io avrei anche timore di frane in centro storico.


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