Ti riporto la mia opinione già ampiamente espressa in una precedente discussione:

"Vorrei fornire il mio punto di vista su questa questione che peraltro si trascina già dalla 3274 (le classi infatti sono cambiate impercettibilmente da quelle dell'ordinanza - 3 m di suolo/roccia alterato invece di 5 per il suolo A). Avendo lavorato per anni al progetto VEL (valutazione effetti locali) della Regione Toscana (la cui banca dati di prove geognostiche soprattutto geofisiche vedi sismiche a rifrazione e down-hole e reperibile in rete) posso ragionevolmente dire che in rari casi la vs30 calcolata rispondeva alla descrizione litologica delle varie classi soprattutto in riferimento agli spessori forniti dalla norma. Intendo dire che accorpare ad intervalli di velocità di vs ben definiti 180, 360, 800 indicazioni litologiche oltretutto con spessori è fuorviante. Probabilmente ciò è stato fatto come dire "a fin di bene" per dare un indicazione di massima del valore di velocità che in genere determinate sequenze stratigrafiche possono assumere, ma in pratica ripeto l'associazione risulta abbastanza impraticabile ed i casi fuori categoria risulteranno vi accorgerete numerosissimi. Sicuramente, aggiungo, i suoli S2 non sono stati introdotti per tali tipi di "buchi" ma per siti con caratteristiche per così dire "estreme". Vorrei porre l'attenzione sul fatto che per la determinazione delle varie categorie di suolo nella normativa è fortemente raccomandata la misura diretta delle vs e questa, a mio parere, è la chiave di interpretazione per uscire dal ginepraio senza farsi troppo male, ovvero basarsi sulla media ponderata delle vs30 ed attenersi strettamente agli intervalli di velocità definiti chiudendo un occhio su quanto scritto accanto...ciò non comporterà un errore di valutazione in quanto è proprio il parametro vs che è strettamente legato alla rigidezza di quei 30 m di terreno al di là di quale terreno esso sia. Quanto sopra detto è riferito in particolare per le classi B, C e D. Anche la classe A non pone particolari problemi, la classe E invece (eredità della vecchia normativa) è l'unica che a mio avviso lega in maniera sensata la componente litologica con quella delle velocità perchè introduce il concetto di elevati contrasti di impedenza a profondità modeste (<20m) quindi in questo caso, solo in questo caso, vale la pena di verificare attentamente anche l'aspetto stratigrafico ma SEMPRE in temini di contrasti di velocità. Tutto questo lo dico esulando completamente dalla reale attendibilità del parametro vs30 per la quantificazione di effetti amplificativi, sappiamo bene infatti come tale parametro sia stato ed è ancora fortemente messo in discussione in tal senso; fatto sta che le normative di mezzo-mondo compresa la nostra utilizzano tale approccio e con ciò ci dobbiamo sicuramente confrontare (niente vieta di accompagnarlo con una ricerca ad esempio della frequenza di risonanza del sito o con approcci che si appoggiano a codici più sofisticati EERA etc..) cercando nella lacunosità della stessa una via percorribile e il più possibile corretta. Spero di essere stato sufficientemente chiaro."


Fa' sempre la cosa giusta.