Su Facebook è partita una campagna affinché i liberi professionisti possano iscriversi a Confindustria, invece che all'Ordine.
Che ne pensate ?
Per chi volesse avere dettagli:
http://www.facebook.com/inbox/?folder=[fb]messages&page=1&tid=1088902997562#/group.php?gid=99685647318&ref=nf
Vi riporto il testo della proposta:
ORDINI TARTASSANO AVVOCATI E PROFESSIONISTI? ISCRIVIAMOCI A CONFINDUSTRIA
Categoria:
Organizzazioni - Organizzazioni professionali
Descrizione:
Tutti i professionisti (ingegneri, architetti, avvocati, biologi, medici, odontoiatri, giornalisti, dottori commercialisti, farmacisti etc) sono obbligati ad iscriversi coattivamente agli ordini professionali.
Per gli avvocati ciò comporta l'obbligo di esborsi di danaro sempre più ingenti per pagare le tasse annuali, dovere seguire dei corsi de-formativi (con annessa perdita di tempo e di danaro).
Ed il Consiglio Nazionale Forense, nonchè gli Ordini, chiedono al Governo ,con la Riforma Alfano, di gravare gli avvocati con i costi obbligatori dell'assicurazione civile, di gravare i Colleghi ,che volessero dichiararsi specialisti nel proprio settore di attività, di ulteriori corsi e spese.
Tutti sappiamo che l' essere iscritti agli Ordini professionali comporta solo spese, perdite di tempo e nessun vantaggio.
Gli Ordini professionali, ed in particolare quello degli avvocati, non contano alcunchè a livello poltico. I deputati avvocati fanno ovviamente gli interessi del proprio partito di appartenenza e non tengono in alcun conto gli ordini di appartenenza (tranne quando c'è bisogno di gravare gli avvocati di spese ed incombenze burocratiche ,sempre maggiori, come con la Riforma Alfano):
Dalla riforma del processo civile al filtro in cassazione, dalle email certificate (con relative spese a carico degli avvocati) alla riduzione di 15 giorni del periodo feriale per avvocati e magistratrati, tutti i provvedimenti sono contro di noi.
In realtà questo avviene perchè gli Ordini hanno un peso politico pressocchè nullo e quando esprimono il proprio parere nessuno li ascolta.
Viceversa Confindustria è un organo altamente rappresentativo conosciuto, ascoltato,rispettato, temuto, così come lo sono giustamente i sindacati confederali per i diritti dei lavoratori.
I professionisti (ed in particolare gli avvocati) si trovano surclassati da questi due Poteri essendo rappresentati da organismi inutili e privi del minimo valore mediatico e politico.
E mentre le imprese confindustriali godono sempre di maggiori vantaggi (cuneo fiscale, riduzioni di tasse, facilitazioni burocratiche), i professionisti sono sempre più vessati da vecchie e nuove incombenze (molte volte richieste dagli stessi ordini come visto sopra!)
Se i professionisti potessero liberamente scegliere di iscriversi a Confindustria godrebbero, tra le altre cose, di:
- un marchio conosciuto in tutto il mondo ed altamente prestigioso (cosa che gli ordini non sono, considerati ,quasi da tutti tutti, come inutili carrozzoni burocratici ed inefficenti); oggi sicuramente,l' essere iscritti a Confindustria, dà ad una "partita Iva" un valore aggiunto riconosciuto da tutti.
-essere difesi da un organismo come Confindustria il cui potere ,mediatico (vedasi Sole 24 Ore & mass media relativi) e politico, è indiscusso.
- godere di tutti gli sgravi fiscali e contribuitivi , nonchè di tutte le facilitazioni burocratiche previste per le imprese
- modulazioni dell'attività professionale, specie per i piccoli-medi studi professionali, sotto forma di società di capitali (oggi non possibili). Un piccolo-medio studio professionale potrebbe finanziare ,l'avvio o l'estensione del proprio studio professionale, solo con l'apporto di capitale esterno.Ciò servirebbe a dare possibilità di lavoro a migliaia di giovani avvocati all'interno degli studi professionali.
Oggi gli ordini professionali invece preferiscono vietare le società professionali con capitale esterno ,la qual cosa impedisce ai piccoli e medi studi professionali di allargarsi ed avere maggiori guadagni. D'altronde se devo aprire uno studio professionale o devo allargarlo , dove recupero i finanziamenti? Le banche non sono così generose e quindi l'unica possibilità è avere capitale esterno da soci esterni.
Alla luce di ciò ci chiediamo chi, esclusi i componenti degli ordini professionali, voglia continuare a rimanere iscritto (e quindi subire le relative spese ed incombenze) alle gerarchie ordinistiche.