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#71223 02/10/2009 13:28
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Qualche collega che conosce l'area della frana, che purtroppo, ha causato vittime, può delucidarci sulla frana?
Era qualcosa di prevedibile (e ignorato) o è tutto dovuto al fato avverso?


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)
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Riprendo un articolo:
Il presidente dell’ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, ha parlato di "tragedia annunciata, anzi che si preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto".

Purtroppo siamo alle solite. Mi sento veramente impotente e vittima di un sistema ingiusto e criminale!
Esprimo vicinanza e solidarietà ai vicini amici di Messina.

Ultima modifica di Saso; 02/10/2009 13:55.

Quello che facciamo
è soltanto una goccia nell'oceano.
Ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.
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sì, lo stesso FATO AVVERSO del terremoto in abruzzo...

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L'area è esattamente la stessa in cui due anni fa a fine ottobre ci sono stati esattamente gli stessi fenomeni....

Striscia la notizia fece anche un serivizio (l'alluvione dimenticata) a seguito delle lamentele degli abitanti che videro completamente ignorata questo "segno premonitore".

http://www.youtube.com/watch?v=scpmGPv5gsY

PS: anche a Reggio sta diluviando!!!!!


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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se corri a 300 all'ora è ti schianti puoi dire: "E' stata colpa del fato"?

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ma il mio senso era ovviamente ironico, caro Ferry.
Purtroppo i cementificatori selvaggi, supportati dai politicanti parolai, faranno passare questa tesi.


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Riporto un ANSA del presidente De Paola...forza presidente è ora di alzare la voce ancora più di prima!!!

Frane come quelle che si sono abbattute nel messinese ''le chiamiamo frane assassine'', ma in Italia le carte che delimitano le aree pericolose ''ci sono''. A parlare e' il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Pietro Antonio De Paola, secondo il quale quella di Messina ''e' sicuramente una tragedia annunciata, motivo che ci tiene in particolare apprensione''. ''A breve - annuncia De Paola - invieremo un documento alle istituzioni in cui chiediamo di attivare un sistema di vigilanza e controllo da parte dei sindaci, piu' fondi per la messa in sicurezza del territorio ma soprattutto che questi fondi siano realmente utilizzati per i progetti ai quali sono destinati''. Poche richieste ma concise alla luce del fatto che, sottolinea De Paola, ''le mappe del rischio di aree particolarmente pericolose ci sono e non c'e' niente da scoprire''. ''Noi come geologi - prosegue l'esperto - siamo gli specialisti della Terra e siamo in grado di prevedere per predisporre interventi conoscitivi''. Quindi la tragedia di Messina. ''La realta' dei fenomeni e' davanti agli occhi di tutti. In 5 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. Tutta quest'acqua - spiega il geologo - trova un territorio fragile e abbandonato dove insistono edifici costruiti su luoghi pericolosi, con interi fabbricati edificati in piene fiumare''. De Paola punta quindi il dito contro l'incuria: ''Non c'e' controllo soprattutto da parte dei sindaci. L'abusivismo dilaga. Vengono rilasciate autorizzazioni a costruire su aree a rischio''. Quindi un ''passo importantissimo'', sottolinea ancora l'esperto, e' l'azione dei sindaci. Da un punto di vista tecnico, a Messina, riferisce ancora De Paola, e' accaduto quello che e' successo a Sarno. Calate detritiche rapide causate da un terreno che ''perde resistenza, si scioglie e diventa fango con una velocita' di spostamento tipica dei mezzi fluidi, fino a 70 metri al minuto, a volte anche di piu', a seconda della pendenza''. Queste calate ''hanno una forza distruttiva immane''. ''Noi le chiamiamo frane assassine. Sono immediate e - spiega il geologo - in pochi minuti da monte arrivano a valle''. In alcune aree c'e' la certezza che queste calate rapide possano accadere. Come conciliare dunque grandi opere e territorio fragile? ''Le grandi opere - risponde De Paola - sono necessarie e significative. Per lo sviluppo sono processi inarrestabili e sono compatibili con la messa in sicurezza del territorio in quanto sono opere con scopi diversi''. (ANSA).



Quello che facciamo
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secondo voi dopo il terremoto dell'Abruzzo e la tragedia di Messina qualcosa comincerà a muoversi o no?? daiiiiiii alziamo la voce......più geologi per i comuni
speriamo bene

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geovito Offline OP
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Seondo me, passato il primo impatto emotivo, tutto tornerà nel dimenticatoio. I geologi continueranno ad essere ignorati, tacciati come dei menagrami, pochissimi sono e saranno negli enti pubblici, dove abbondano, invece, un'infinità di geometri e periti di ogni tipo (con tutto il rispetto), ai quali, sovente, sono demandate anche le istruttorie, pereri, nulla osta in materia di dissesto idrogeologico.
E' come se un infermiere dovesse operare o refertare un intervento chirurgico.


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)
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Originariamente inviato da: geodc
secondo voi dopo il terremoto dell'Abruzzo e la tragedia di Messina qualcosa comincerà a muoversi o no??
Si, il radon lungo la faglia Pacifico-Abbruzzese...

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