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Giampilieri (attualmente frazione del Comune di Messina) è un paese sorto nel XV secolo, il che vuol dire che finora è stato in piedi, almeno fino a pochi anni fa.
Penso che più che sulle "costruzioni abusive", prima di tutto. si dovrebbe focalizzare l'attenzione sul controllo del territorio che dovrebbe essere attuato localmente. Credo che un sistema sensorizzato e computerizzato che controlli i minimi movimenti del terreno - che esiste - sia alla portata di qualunque amministrazione e quanto meno salverebbe vite umane.

Ultima modifica di Stellina; 05/10/2009 15:53.

NON GEOLOGA
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Stellina, non serve un sistema sensorizzato..., basta molto meno.
Sono certo che qualche geologo della zona sarà più esuriente.
Il controllo del territorio si fa non permettendo le costruzioni abusive (al di la del fatto che ce ne siano in quei luoghi), che forse dal XV secolo sono cresciute...

Il controllo del territorio si fa con dei piani di manutenzione con gli omini che zappettano, che usano ANCHE le macchine, mettono a dimora alberi o li eliminano dove pericolosi sostituendoli con arbusti. E' un po come la storia dei sensori per incendio e dei canadair, se poi non c'è nessuno localmente... che si sporca le mani...




"Prosunt omnia quae obstant"
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Sono partita da un racconto: due coniugi hanno raccontato di essere stati salvati dal figlio, un bambino di 10 anni.
Dopo gli eventi di due anni prima si erano trasferiti a Messina ma avevano continuato a gestire un negozio a Giampilieri e raccontavano che il bambino, tutte le volte che c'era maltempo si metteva a osservare il cielo e il costone della montagna, e a un certo punto ha detto: chiudete tutto e andiamocene.
Mi hanno detto che le costruzioni abusive sono meno di quello che si dice e comunque anche una costruzione regolare travolta da una slavina di fango e detriti può crollare o comunque può essere invasa dal fango che può uccidere i suoi abitanti.
Quindi secondo me PRIMA DI TUTTO il controllo dei movimenti dei pendii (DOVUNQUE questo sia utile).
Poi il consolidamento del territorio (lì pare che fosse stato disboscato) e il controllo della posizione delle abitazioni.
Poi la MANUTENZIONE del territorio, indispensabile. Io ritengo che il sistema ancora meno costoso sia quello di riportare i contadini in campagna e in montagna, a costo di PAGARLI.
Mi riferisco a tutti i problemi di degrado del territorio di tutti i generi (anche desertificazione etc) e di tutta Italia.


NON GEOLOGA
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Stellina,
io ho un sistema ancora più semplice dei tuoi, e infallibile:
basta non far piovere...


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Originariamente inviato da: Stellina
...anche una costruzione regolare travolta da una slavina di fango e detriti può crollare o comunque può essere invasa dal fango che può uccidere i suoi abitanti...
Il punto è proprio questo, se è "regolare" non DOVREBBE trovarsi in una zona a rischio frana o inondazione. Se un'abitazione viene travolta da una slavina di fango e detriti non è in zona da considerare regolare.

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Scusa la facezia stellina, ma stai proponendo un controllo con i sensori per colate di fango, non è fattibile, basta controllare la precipitazione in corso che può innescare le colate.

Le costruzioni abusive sono facilmente più vulnerabili in quanto sicuramente non sogette ai vincoli del PRG-PAI.

Ma se il PRG-PAI è fatto male costruzioni regolarmente autorizzate potrebbero essere a rischio.

L'unica soluzione in questi casi è la rilocazione del paese o delle aree dello stesso a rischio di colata.
Drastica ma la sola che mi sembra davvero efficace (per quello specifico dissesto).


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le poporzioni del disastro sono certamente molto minori rispetto al recente sisma aquilano ma questo evento siciliano non ci scuote molto...forse perchè, in un paese che lentamente frana (in tutti i sensi) siamo purtroppo abituati a pensare che, prima o poi, qualcosa viene viene giù e qualcosa e qualcuno ci finisce sotto.
scusatemi per il cinismo, ma, percorrendo il tratto di costa da messina a catania (quello che conosco) capita spesso di dover strabuzzare gli occhi!
vedendo un pai bianco candido, pure!.

mi è facile immaginare un geologo che, magari, nella relazione geolgica per qualche costruzione abbia anche segnalato il rischio e raccomandato qualche intervento ma, parliamoci chiaro: chi le legge? e se anche qualcuno le leggesse, cosa farebbe di tali raccomandazioni?
il problema è sempre lo stesso: chi gestisce il territorio? le amministrazioni ed i tecnici comunali (MAI GEOLOGI!!!), qualora operino con onestà (e di default voglio pensare che sia cosi!), mancano comunque della conoscenza del problema e della sensibilità per guardare alla situazione delle "zone limitrofe" al lotto in costruzione.
i tecnici privati, architetti, geometri, ingegneri pensano, in genere, di sapere tutto e fanno progetti e progettini senza minimamente considerare, non dico il rischio idrogeologico ove non cartografato (come farebbero?), ma almeno la vincolistica essenziale o la storia recente di un sito. mai sono sfiorati da dubbi!
vivo e lavoro in un contesto sicuramente abbastanza tranquillo ma non scevro da rischi....eppure mi confronto spesso con tecnici che sistematicamente ignorano, o fanno finta di ignorare, le problematiche geologiche "ufficiali (pai, vincolo idrogeol, classificazione sismica...)

inoltre, ove vengano fatte opere per il risanamento idrogeologico, raramente (leggi mai) vengono manutenute: vengono lasciate in completo abbandono

il territorio italiano è ad alto rischio ed il trend metereologico sembra spostarsi verso eventi più rari ma più violenti eppure si continua a non pianificare nulla in termini geologici!!

è il solito vecchio discorso fatto e rifatto, e poiché tutti ce ne rendiamo conto e ci sentiamo impotenti, ecco perchè questo drammatico evento sembra sconvolgerci emotivamente cosi poco.

oltre a lamentarmi, cosa propongo? bhè,tentare di fare bene il proprio lavoro (banale che sono!) e sensibilizzare la nostre amicizie nella pubblica amministrazione a tenere in maggior conto l'opinione del geologo e questo si può fare in vari modi : volontario nella protezione civile, nelle guardie ecologiche o...semplicemente, volontario nella pubblica amm.: tentare di "evangeologizzare" i tecnici (cosa relativamente facile nei piccoli centri ma pressoché impossibile nei grandi).
inoltre, sono abbastanza favorevole (sto ancora valutando la questione) alleassicurazioni obbligatorie contro le calamità: se amministratori e tecnici sono disposti a non vedere, per ignoranza o altro.... voglio pensare che una compagnia assicurativa prima di farsi fregare, valuti bene le situazioni di rischio intrinseche ad un sito ( di contro, visto che siamo in italia, potrebbero fare cartello e speculare)....è proprio difficile essere pragmatici in italia!!!

un saluto grande a tutti smile


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dopo aver visto il thread "pagheremo noi le casi abusive" non mi scuso più per il cinismo!
salutoni


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Non ci sono ancora riusciti! smile


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Non ti viene in mente che la costruzione regolare, in un paese che ha 500 anni (in cui non è successo niente) potrebbe anche essere precedente al dissesto?


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