Salve, ho alcuni quesiti di tipo geotecnico – geologico applicativo sulle frane di Giampilieri, lasciando tutte le altre considerazioni (responsabilità, prevenzione, etc.) sull’altro post.
In tv ho visto dei versanti in argilla molto acclivi (con inclinazioni localmente anche superiori ai 50°-60°, mi sembra) decorticati secondo sup. di rottura planari e poco profonde.
Innanzi tutto, come vanno definiti questi fenomeni secondo i sistemi classificativi più moderni (Cruden & Varnes, 1996, Hungr, et alii, 2001, etc)?
È corretta la definizione di Earth slide – Earth flow o questa dicitura và usata solo per colate che si muovono lentamente e con alta viscosità? Nel caso di Giampilieri e Scaletta Zanclea è forse meglio utilizzare termini come “Mudflows” o “Clay Flowslide”, proprio a sottolineare l’elevata fluidità e velocità?
Inoltre, per quanto riguarda l’innesco degli stessi, ho alcuni dubbi.
È possibile che con simili precipitazioni la coltre argillosa superficiale perda del tutto la c’ (parlo di coesione effettiva, non di quella apparente come nei materiale sabbiosi) e che il materiale assuma un contenuto d’acqua superiore al Limite Liquido?
In tal caso il movimento franoso inizia direttamente come colata argillosa?
Oppure bisogna pensare a uno scorrimento traslativo di blocchi argillosi che poi nella discesa a valle incorporano acqua e liquefanno evolvendo quindi allo stadio di mud flow?
Grazie in anticipo a chi mi da informazioni.