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Salve, ho alcuni quesiti di tipo geotecnico – geologico applicativo sulle frane di Giampilieri, lasciando tutte le altre considerazioni (responsabilità, prevenzione, etc.) sull’altro post.
In tv ho visto dei versanti in argilla molto acclivi (con inclinazioni localmente anche superiori ai 50°-60°, mi sembra) decorticati secondo sup. di rottura planari e poco profonde.
Innanzi tutto, come vanno definiti questi fenomeni secondo i sistemi classificativi più moderni (Cruden & Varnes, 1996, Hungr, et alii, 2001, etc)?
È corretta la definizione di Earth slide – Earth flow o questa dicitura và usata solo per colate che si muovono lentamente e con alta viscosità? Nel caso di Giampilieri e Scaletta Zanclea è forse meglio utilizzare termini come “Mudflows” o “Clay Flowslide”, proprio a sottolineare l’elevata fluidità e velocità?
Inoltre, per quanto riguarda l’innesco degli stessi, ho alcuni dubbi.
È possibile che con simili precipitazioni la coltre argillosa superficiale perda del tutto la c’ (parlo di coesione effettiva, non di quella apparente come nei materiale sabbiosi) e che il materiale assuma un contenuto d’acqua superiore al Limite Liquido?
In tal caso il movimento franoso inizia direttamente come colata argillosa?
Oppure bisogna pensare a uno scorrimento traslativo di blocchi argillosi che poi nella discesa a valle incorporano acqua e liquefanno evolvendo quindi allo stadio di mud flow?
Grazie in anticipo a chi mi da informazioni.

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Originariamente inviato da: Forren

In tv ho visto dei versanti in argilla molto acclivi (con inclinazioni localmente anche superiori ai 50°-60°, mi sembra) decorticati secondo sup. di rottura planari e poco profonde.
Grazie in anticipo a chi mi da informazioni.


Veramente nell'area di Giampilieri e dintorni affiora il complesso metamorfico...
sarebbe bene che quei minchioni di giornalisti interpellassero validi professionisti e tecnici (geologi) di enti pubblici...e non il primo "Giuliani" della situazione...

Ultima modifica di grannisi; 06/10/2009 16:12.

"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Posto qui un interessante articolo su fenomeni analoghi avvenuti qualche anno addietro sulla sponda calabra (caratterizzata da terreni e condizioni morfologiche simili).....

www.geoitalia.org/index.php?action=download&upload_id=134


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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grazie per le risposte, in effetti non ero sicuro che i terreni affioranti fossero argillosi, mi sono affidato appunto a quello che ho sentito in tv.
Dunque il complesso metamorfico... classificabile come terreni coesivi o roccia in senso stretto?
E per quanto riguarda la definizione dei movimenti franosi e i meccanismi d'innesco?

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Inoltre forren ci sono state come cause predisponenti le piogge di tutto il mese di settembre... mica solo quelle dell'evento.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Grazie a tutti, la pubblicazione di Martino et al 2005 sulle frane vicino Reggio Calabria è molto illuminante. Se ho ben capito anche a Giampilieri e dintorni si è trattato di debris slides - debris flows innescatisi nella coltre superficiale alterata di formazione gneissiche di età paleozoica. Qualsiasi altra informazione di tipo geotecnica/geologico applicativa sarà ben gradita.

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Oltre a metamorfiti di medio-alto grado come paragneiss e gneiss, nell'area interessata dai dissesti sono abbondantemente affioranti filladi grafitose e cloritiche a tessituta fortemente scistosa, frequentemente interessate da effetti cataclastici e milonitici ascrivibili alla tettonica alpina. Questi litotipi sono caratterizzati da un elevato grado di erodibilità tanto da essere soggetti in alcuni casi a forme di erosione accelerata di tipo calanchivo.

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Debris flow provenienti da cataclasiti in rocce carbonatiche sono comuni in alcune zone anche a L'Aquila. Con lo stesso aspetto calanchivo che descrivi.

Ma qui, come in Calabria e da altre parti, i canaloni di debris-flow sono ben noti alla popolazione e ai tecnici locali.

Mi chiedo se è possibile che i canaloni di giampilieri e dintorni fossero inattivi da secoli o se si sono attivati dopo una fase di edificazione senza criterio. Fenomeni del genere non passano certo inosservati.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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...la pubblicazione di Martino et al 2005...

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: Bonavina et al 2005. grin

[M.P.: Marco, poi passo per la ricompensa...]


P.s.: scusate l'O.T....non lo faccio più!

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Salve volevo fare una domanda. Visto ke cmq le rocce affioranti sono metamorfiti quali paragneiss gneiss e filladi cm è stato scritto ,perchè la massa che si è distaccata dal versante nn può essere di natura argillosa?cmq le rocce metamorfiche prima menzionate sono composte da feldspati, miche ecc... che sono cmq minerali che hanno una reazione chimica con l' acqua(quale per esempio processo di idrolisi) dando dei minerali di neoformazioni quali in particolare minerali delle argille.Quindi in seguito all' alterazione chimica si sarebbe formato una coltre detritica di natura argillosa soprastante il substrato metamorfico.
Ringrazio vivamente in anticipo per chi mi risponde.


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