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Messina, si scava ancora tra dolore e polemiche: le vittime dell'alluvione sono salite a 28
Si aggrava il bilancio delle vittime dell'alluvione che una settimana fa ha colpito il Messinese. Con il recupero in nottata dei cadaveri di due anziane donne - Giuseppa Calogero, di 82 anni, e Maria Li Causi, di 84, entrambe travolte dal crollo delle loro abitazioni - sale a 28 il numero delle vittime della tragedia accertate fino ad ora. Nella tarda serata di ieri era stato recuperato anche il corpo di Ilaria De Luca, quattro anni, la nipotina di Giuseppe Calogero morta insieme alla madre, Teresa Macina.Manca il numero per inviare donazioni via sms- Mentre la città dello Stretto prepara i funerali solenni che si svolgeranno sabato nel duomo, il sindaco Giuseppe Buzzanca sottolinea che, a sei giorni dall'alluvione, "il ministero delle Attività produttive non ha ancora fornito il numero telefonico a cui inviare gli sms per le donazioni dei cittadini". Buzzanca ringrazia però il premier Silvio Berlusconi, che sarà nuovamente a Messina per partecipare ai funerali. Palazzo Chigi ha anche deciso di proclamare per sabato una giornata di lutto nazionale, dopo le sollecitazioni in tal senso avanzate dal sindaco e perfino dalla Curia, che aveva denunciato il rischio di "atteggiamenti diversi" rispetto ad altre tragedie.Resta aperta la polemica sul fronte della messa in sicurezza del territorio. Finora i fondi stanziati per l'emergenza ammontano a 40 milioni: ai 20 messi a disposizione dalla Regione siciliana all'indomani della tragedia, si aggiunge una somma pari prevista da un'ordinanza della Protezione civile. Tutto qui, in attesa di programmare gli interventi che dovrebbero portare, come ha detto domenica Berlusconi, allo stanziamento di un miliardo di euro.
Edifici troppo vecchi: l'abusivismo non c'entra - E intanto l'assessore regionale all'Ambiente Mario Milone, in aula all'Ars, rende noto che "dai rilievi cartografici risultano solo due edifici abusivi a Giampilieri e altri due o tre a Scaletta Zanclea, colpiti nei giorni scorsi dall'alluvione". "In questo caso dunque - ha aggiunto - è difficile dare la colpa di quello che è successo all' abusivismo. Il problema semmai è che gli edifici di quei centri abitati risalgono anche a cento anni fa e tutto lascia pensare che siano stati realizzati con tecniche e materiali del tutto inadeguati a supportare eventi di questo tipo". Milone dice di "non escludere la ricostruzione dei centri distrutti altrove, considerata la struttura del territorio" e spiega che per la ricostruzione saranno impegnati oltre 100 milioni di euro.
La macchina dei soccorsi continua il suo lavoro per trovare i dispersi: 2 nel comune di Scaletta Zanclea; 7 nella frazione messinese di Giampilieri e uno nella borgata di Molino. Oggi a Scaletta Zanclea è stata adoperata una particolare pompa aspirante per risucchiare il fango ammassato nell'edificio di via Roma, nel quartiere Foraggine, dove ieri è stato trovato il cadavere dell'ingegnere Luigi Costa. In quelle stanze ricoperte dal fango dovrebbe esserci il corpo di Ketty De Francesco, 28 anni. A pochi passi i cani annusano tra le macerie del palazzo a cinque piani, parzialmente edificato sul letto del torrente e ora raso al suolo con le ruspe.All'appello mancano ancora diverse persone -
Tra quello che resta del "monumento" dello scandalo (costruito secondo i crismi della legge, ha sempre detto il sindaco) si cerca l'altro disperso del paese, il macellaio Santi Bellomo, 70 anni. Ma i soccorritori non escludono l'ipotesi che l'uomo sia stato spazzato via, verso il mare, dalla furia dell'acqua. All'ingresso del paese, verso Messina e per circa un chilometro, le ruspe lavorano per liberare la statale 114, dove il fango era arrivato al primo piano delle abitazioni.I mezzi meccanici stanno "grattando" lo spesso strato di terra e pietre, che ha raggiunto poco meno di un metro d'altezza. Il farmacista Lucio Zangla distribuisce mascherine e trascina verso il retrobottega sacchi di vestiti e cibo donati dalla gente per gli sfollati. Zangla crede che il numero ufficiale dei dispersi sia più alto di quello 'ufficiale': "La sera del nubifragio - spiega - avevano chiuso l'autostrada dirottando le auto sulla statale. C'era una coda lunghissima. Molti sono scesi dalle macchine e si sono messi in salvo, ma chi assicura che altre auto non siano finite in mare con i passeggeri? Questa è una zona molto battuta dai turisti".Massimo riserbo sull'inchiesta -
Sul fronte delle indagini, infine, il procuratore della Repubblica Guido Lo Forte, che ha affidato l'inchiesta al sostituto Francesca Ciranna, mantiene il massimo riserbo, mentre i tre periti nominati dalla procura anche stamattina hanno effettuato sopralluoghi nell'area del disastro.
08 ottobre 2009 Redazione Tiscali
quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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Se hai letto dbek i duecento edifici a Giampiieri erano da demolire perchè pericolanti e NON perchè abusivi. Fidatevi di quello che scrivono i giornali e dicono i media!!!
NON GEOLOGA (ma credo che si capisca  )
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Allora , tutto OK , via meglio così ero preoccupato che ci fosse della illegalità diffusa, invece il PRG dovrebbe essere perfetto..hanno solo avuto sfortuna dal'tra parte siamo in Italia il dissesto idrogeologico, piogge eccezionali.... meno male !
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Tu conosci la situazione meglio di dbek? puoi smentire indicando la fonte? " ...l'assessore regionale all'Ambiente Mario Milone, in aula all'Ars, rende noto che "dai rilievi cartografici risultano solo due edifici abusivi a Giampilieri e altri due o tre a Scaletta Zanclea..." Puoi smentire documentando?
Ultima modifica di Stellina; 08/10/2009 14:22.
NON GEOLOGA (ma credo che si capisca  )
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Si ma è una legenda quella delle costruzioni in zona golenale (ve ne sono alcune molto antiche e comunque costruite prima delle arginature) o addirittura in alveo che sono all'origine di quel disastro.
Per te sara' una leggenda, ma uno sguardo alla citta' di Alba da Google Earth mostra come gli stabilimenti della Ferrero siano a filo col fiume Tanaro. E quegli stabilimenti sono tutt'ora in via di espansione, sempre in quella posizione. Senti anche nel PS45 ci sono stupidagini, anche perchè fatto da tecnici, e firmate da professori, che non conoscevano i luoghi! I dati che sono stati usati per fare il PS45 furono quelli ufficiali forniti dalle amministrazioni locali e raccolti dai loro tecnici, che il territorio, in teoria, lo conoscevano bene. Per quanto riguarda la situazione della pianificazione se poi la situazione la si vuole far risalire alla notte dei tempi allora No, basta farla risalire al periodo indicato piu' sopra, una cinquantina d'anni, che coincidono col periodo del dopoguerra, quando di certi problemi non ci si preoccupava granche'.
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Per te sara' una leggenda, ma uno sguardo alla citta' di Alba da Google Earth mostra come gli stabilimenti della Ferrero siano a filo col fiume Tanaro. E quegli stabilimenti sono tutt'ora in via di espansione, sempre in quella posizione. A questo punto credo che tu non abbia capito cosa si intenda per golena o alveo. La golena, come anche da dizionario, è la zona di terreno compresa tra l'alveo del fiume e l'argine, ad Alba gli stabilimenti della Ferrero sono si abbastanza vicini al fiume ma non in zona golenale in quanto non esistono argini dietro tali stabilimenti. Vale così per l'alveo sulla cui definizione non mi soffermo.......... Gli argini sono tutelati dalla R.D. 523/1904 e quindi, lì dove esistono, chi costruisce in zona golenale è abusivo, il problema riguarda i tratti non continui (dalla terza categoria in su) e dove non sono stati ancora costruiti. Ad Alba i morti furono 8 alcuni sorpresi mentre fuggivano dalle proprie abitazioni in loc. Gamba di Bosco, Istituto Ottolenghi e Corso Cillario, altri in punti non ubicabili in quanto coinvolti con le vetture nei pressi del ponte sospeso sul Tanaro. Per quanto riguarda l'alluvione del 6 novembre 1994, non si può legare la sciagura a problemi di abusivismo o di costruzioni in alveo e golena....non è propro l'esempio da prendere in considerazione e così vale per la piena del Po del 1951 dove all'ing. Ridolfi la famosa rotta di Occhiobello dovrebbe far ricordare qualcosa. L'evento alluvionale del 1994 fu caratterizzato soprattutto dalle inondazioni dei centri cittadini di Asti ed Alessandria e questo fu principalmente legato alla mancanza di manutenzione del corso fluviale del Tanaro e dei suoi affluenti oltre al sottodimensionamento delle opere di difesa idrauliche presenti e ad altre cause concomitanti, non ultime gli attraversamenti stradali e ferroviari. E' vero che a partire dagli anni 50 l'urbanizzazione si è spinta sempre più verso il fiume ma questo riguarda tutta l'Italia soprattutto perchè il codice civile lo consentiva (terreni abbandonati dalla corrente che diventavano proprietà dei frontisti opposti che reclamavano il terreno perduto) e purtroppo solo nel 1994 con la Legge Cutrera n. 37 all'art. 1, che sostituisce l'art. 942 del c.c., tali terreni rimangono al demanio pubblico. Anche gli art. 3 e 4 intervengono a tutelare il corso d'acqua vietando la sdemanializzazione tacita dei beni del demanio idrico! Questo, ripeto, solo nel 1994 è avvenuto. Il concetto è che non basta un giro su google o una ricerca cartografica o un volo in elicottero per stabilire delle responsabilità o addirittura addossare le colpe a chi è stato colpito dalla sciagura.....aspettiamo qualche relazione tecnica che ricostruisca bene l'evento (precipiatazioni comprese con Tr) per poi eventualmente valutare delle responsabilità......penali....o legate a mancanza di cultura e sensibilità. Un Thread con questo titolo a poche ore dalla sciagura non mi è affatto piaciuto.
Ultima modifica di Alex-64; 09/10/2009 14:58.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Uhhh come sono d'accordo con te Alessandro. Un punto saliente, per tutta italia, si chiama manutenzione. Manutenzione dei terreni, quella che facevano i contadini, e manutenzione del corsi d'acqua. Il legame degli abitanti col loro territorio. Sostituito da istituzioni, lontane, sovrapponentesi, non coordinate.
Ultima modifica di Stellina; 09/10/2009 15:00.
NON GEOLOGA (ma credo che si capisca  )
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Uhhh come sono d'accordo con te Alessandro. Un punto saliente, per tutta italia, si chiama manutenzione. Manutenzione dei terreni, quella che facevano i contadini, e manutenzione del corsi d'acqua. Il legame degli abitanti col loro territorio. Sostituito da istituzioni, lontane, sovrapponentesi, non coordinate. Pienamente d'accordo, anche se in alcune realtà sono riusciti a compensare bene, con costi comunque molto elevati, tale disfunzione originata, a mio avviso, dal processo di decentramento amministrativo operato spesso in maniera assurda, direi criminale.
Ultima modifica di Alex-64; 09/10/2009 15:05.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Per te sara' una leggenda, ma uno sguardo alla citta' di Alba da Google Earth mostra come gli stabilimenti della Ferrero siano a filo col fiume Tanaro. E quegli stabilimenti sono tutt'ora in via di espansione, sempre in quella posizione. A questo punto credo che tu non abbia capito cosa si intenda per golena o alveo. La golena, come anche da dizionario, è la zona di terreno compresa tra l'alveo del fiume e l'argine, Se rileggi quello che ho scritto, ho lamentato che per difendere insediamenti urbani ed industriali sorti in aree golenali si sono ristretti e costruiti argini in aree in cui in passato i fiumi erano liberi di esondare senza fare danni, laminando le piene piu' a valle. Certo che lo stabilimento Ferrero e' in regola oggi, ma, nonostante tutte le carte siano a posto, e' ubicato in un posto sbagliato e, invece di incentivarlo a spostarsi altrove, viene permesso che sia ampliato anche ai giorni nostri. Poi se la gente muore perche' si e' massacrato il territorio a monte, la colpa e' di chi non ha costruito gli argini a valle, non di chi li ha resi necessari? Io non la penso cosi'.
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E' dall'alluvione del Tanaro del 1994 che mi girano le scatole di dover pagare i danni a chi ha costruito dove non doveva (la' erano case dentro gli argini. Ci voleva uno studio approfondito per capire che non ci si doveva costruire?). Come vedi ho riletto bene e addirittura hai scritto che si è costruito dentro gli argini!! Ma poi sinceramente non riesco a capacitarmi del fatto che ancora non hai compreso il significato di golena (basta prendere un dizionario qualsiasi) e mi dispiace che dopo aver perso tempo a farti capire come si è arrivati a costruire sempre di più nelle prossimità del fiume ancora non hai capito. Quando si parla di certi argomenti bisogna utilizzare i termini corretti altrimenti a piacimento si lascia intendere cose che non sono vere tipo che si è costruito nelle golene o nell'alveo. Dove sul Tanaro si è costruito nelle golene? Dove nell'alveo? Come hai riportato dal rapporto del PS45! Sono questi gli abusi all'origine di quel disastro? Si perchè quando parli di costruzioni all'interno degli argini o addirittura nell'alveo si tratta di abusi non consentiti dalla legge. Ripeto il thread così posto e soprattutto da chi ho capito non ha le idee chiare su cosa sono gli abusi nelle pertinenze idrauliche e a così poca distanza dalla tragedia non mi è affatto piaciuto.
Ultima modifica di Alex-64; 09/10/2009 22:16.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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