Le domande sono queste: è corretto non considerare il Tr per la magnitudo quando lo uso per l’accelerazione? Esiste una definizione precisa delle zone sismogenetiche? (per chi lavora a cavallo di quelle individuate da INGV è spesso difficile sapere l’esatta ubicazione del territorio in esame rispetto alla zona stessa)
Direi che, nell'ottica di prevenzione di un fenomeno disastroso e considerando le incertezze relative al modello probabilistico sismotettonico dell'INGV, è accettabile usare la massima magnitudo attesa. Inoltre, è possibile individuare all'interno del rapporto finale dell'INGV, un minimo e un massimo di magnitudo attesa. Potremmo regolarci in base al Tr per adottare l'uno o l'altro.
Ricordo che Meletti disse a Massimo Trossero che i valori minimi andavano bene, ma durante un recente controllo da parte dell'ufficio competente gli hanno richiesto la verifica della liquefazione con i valori massimi di magnitudo attesa.
Per cui non esiste regola codificata.
Circa la liquefazione, dato che prima di adesso non veniva considerata, dicendo che in Italia fenomeni di questo tipo sono stati raramente riportati (vero? Falso?) ci troviamo tutti nelel stesse condizioni di attraversare un territorio ignoto.
Mantenere la classe B con lo strato superficiale di suolo poco addensato non mi sembra realistico, allora dovremmo mantenere una classe C.
La B si riferisce per definizione a terreni molto addensati. Mi sembra ragionevole che escluda il resto anche se la VS30 supera i 360 ms^-1.
Ricordo inoltre anche per rispondere a Carlo Caleffi, che potremmo evitare la classificazione in S2 per terreni liquefacibili (anche in riferimento al tuo profilo di VS) se non si verifica quanto previsto dal punto 7.11.3.4.3:
Quando nessuna delle condizioni del § 7.11.3.4.2 risulti soddisfatta e il terreno di fondazione
comprenda strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda, occorre valutare il coefficiente di
sicurezza alla liquefazione alle profondità in cui sono presenti i terreni potenzialmente liquefacibili.
Per cui i depositi suscettibili di liquefazione ex categoria S2 dovrebbero consistere in strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda. 'Sabbie' da interpretare in senso lato,ovviamente. Strati sottili e delimitati lateralmente e lenti non spesse non farebbero parte della categoria.