Scusate se lo faccio solo ora, pubblico le opinioni di Silvia Castellaro sul problema VS30 che sta scatenando animate discussioni nel forum.
Tali opinioni, alla pari di quelle di Marco Mucciarelli, sono fondate sull'esperienza personale e specifica, supportata da numerosi pubblicazioni in autorevoli riviste internazionali.
Ossia, pareri di autorevoli, indiscussi esperti nel campo specifico.

La mia personale domanda è: "Possono esperti anche se autorevolissimi, interpretare in maniera personale, anche se tecnicamente ragionata e fondata, la legge?"
A voi i commenti.

Ringrazio comunque Silvia per il dettagliato commento su questo aspetto problematico che spero possa essere di aiuto ai colleghi.
I commenti di Marco Mucciarelli li conoscete perchè sono stati esplicitamente espressi in altri threads.
Incoraggio comunque Marco ad aggiungere ulteriori commenti o a completare i precedenti in questo thread specifico.

Le mie domande sono in corsivo

Quote:
Categoria B: esiste un vincolo litologico, ossia non si tratta di ammasso roccioso o terreno molto rigido (vs >800). esiste un vincolo sulla funzione VS, ossia deve aumentare di valore gradualmente, senza inversioni. Esiste un 3° vincolo sullo spessore, > 30 m.

Ho l'impressione che interpreti la legge un po' troppo alla lettera.
"Graduale aumento" delle velocità io non lo interpreterei come che non ci debbano essere inversioni di velocità in assoluto ma solo che mediamente il trend deve avere velcità crescenti, altrimenti tutte le prove finirebbero in S2, specialmente se usi algoritmi automatici di inversione di curve di dispersione, in cui uno straterello più lento finisce sempre nel modello di sottosuolo.

Modi di evitarlo? Se il segnale HVSR non esibisce forti picchi di risonanza potremmo motivatamente escludere una S2, se il ragionamento ti appare sensato.
Ma quale sarebbe la soglia da adotttare per l'H/V? 2? 3? maggiore? Se poi abbiamo un picco significativo e andiamo a finire in S2, come cavarsela senza fare le analisi numeriche con tutti i noti inconvenienti ai quali hai an che accennato nell'incontro di fine settembre?


Il mondo reale è più complicato di quanto qualsiasi tabella possa tener conto.
Non c'è un limite oggettivo/univoco di ampiezza di un H/V sopra il quale il picco è importante (dipende da tanti fattori che adesso non ti posso elencare). Allo stesso modo il terreno non dovrebbe essere classificato in assoluto A, B, C, D. Il terreno diventa tale solo in funzione di cosa ci costruisci sopra.
Un terreno che amplifica a 8 Hz, anche se amplifica enormemente a 8 Hz, a un palazzo di 5 piani non fa un baffo mentre può distruggere una casa di 2 piani.

Io penso semplicemente che geologo e progettista (ingegnere, architetto o chi per lui) debbano concertare insieme la categoria di suolo alla luce dell'opera.

C'è chi dice che le proprietà del terreno sono sempre le stesse e quindi il terreno va classificato univocamente e basta. E' ovvio che il terreno è lo stesso ma è altrettanto ovvio che il volume di influenza da indagare dipende da altri fattori (cosa pensi di costruirci, instabilità circostanti ecc. ecc. ecc.) e quindi non si può pensare di dare categorie che non dipendono affatto da cosa costruisci sopra.

Fare come fanno tutti, ossia ignorare il testo della tabella 3.2.II e calcolare brutalmente la media armonica ponderata (cosa che tra l'altro fa anche il software di inversione con il fit vincolato del tromino)? Ma se incontriamo un controllore rigido, oppure vogliamo porci al sicuro da contenziosi o eventuali futuri problemi giudiziari?

Il software calcola la media nei primi 30 m solo perché è il parametro richiesto dalla legge ma mai classificherai un sito solo sulla base del Vs30. La norma è prestazionale, chiede che l'opera tu la faccia stare in piedi al di là dell'approccio ultrasemplficato alla Vs30.
Io non ho mai usato solo Vs30 per classificare i siti. Non l'ho usato nemmeno in lavori ufficiali e nessuno mi ha mai contestato nulla.


Ti lascio rimuginare sull'argomento. Il problema è a tutt'oggi irrisolto e l'ho accennato anche a Marco Mucciarelli (ma alcune sue proposte tipo l'adozione della VS10+ HVSR non sono applicabili perchè gli uffici competenti pretendono una VS30).


Personalmente penso che questa ambiguità normativa sia soltanto un bene per i professionisti perché permette loro molta più libertà.
D'altonde non è possibile legiferare su tutto il creato: rimarranno sempre dei casi non contemplati e per quelli si usa la testa.

Io la vedo molto semplice: se hai un caso che non rientra nella tabella ti fai

- Vs30 (solo perché devi)
- H/V (perché è il modo migliore per capire se un terreno ha le possibilità di amplificare e dove)
- profilo di Vs fino alla profondità/frequenza che influenza la tua opera
- studi la sismicità della tua zona
- studi se ci possono essere altri fattori predisponenti (topografici, di stabilità ecc.)
- parli col tuo ingegnere/architetto o altro progettista e concordate le accelerazioni più probabili che debba sopportare la vostra struttura.

Io sono solo contenta quando un sito non ricade esplicitamente nei canoni della tabella. Perché ho meno vincoli "legulei" e lo posso classificarlo come andrebbe fatto (e non alla cieca).

Ultima modifica di mccoy; 15/10/2009 11:12.

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)