Si tratta di una "roccia" bianca in parte calcarea e in parte argillosa, costituita prevalentemente dai gusci carbonatici di alcuni organismi caratteristici di ambienti di mare profondo ("globigerine"). I valori di vs misurati in questa formazione sono variabili a seconda delle facies e vanno da 220 a circa 450 m/s. In particolare dagli affioramenti che circondano il sito in questione, la roccia si presenta stratificata con psessori varib. da 5 a 20 cm. le proprietà geomeccaniche non mi sembrano particolarmente elevate, si frantuma facilmente con un piccolo colpo della punta del martello; è quindi classificabile, dal mio punto di vista come roccia da molto tenera a tenera.
Penso quindi che ci stiano i 320 m/s (per il substrato integro) ad essa attribuiti.
Il problema è relativo a quello che ci sta sopra:
Dalla inversone delle curve con grilla ottengo spessori di 7.5 metri con vs pari a 160÷170 m/s.
Il dubbio che ho io è il seguente:
Questi 7.5 metri sono tutti attribuibili al riporto?
(interpretazione che non mi convince molto per via di tutta una serie di considerazioni derivanti dal rilievo di campagna), oppure sono interpretabili come riporto + orizzonte superficiale alterato e decopresso del sottostante substrato, che nell'ipotesi di una vs quasi uguale a quella del riporto non viene segnalato come picco nell'output dell'hvsr.
L'ultima questione che voglio porre riguarda la interpretazione del grafico dello spettro in ampiezza delle tre componenti del moto:
Silvia Castellaro nelle sue dispense, afferma che il massimo di origine stratigrafica nella curva H/V è dato da un minimo nella componente verticale, con o senza massimo nelle componenti orizzontali.
Dal grafico che ho allegato nel precedente post, si nota, all'interno del minimo della componente verticale, un massimo relativo compreso tra due minimi (3÷ 9 hz).
Dal momento che questo stesso andamento me lo ritrovo in un altro punto di misura, chiedo se si tratta di un dettaglio trascurabile o se ha una qualche importanza.