Se posso aggiungere qualcosa al tuo precisissimo intervento, ci sono anche alcune scelte "agricolturali" che hanno aggravato la situazione nel Tanaro. Nel 1996 alcuni geologi del CNR IRPI di Torino mi avevano detto che che una cosa che si era riscontrata dopo l'alluvione era una grandissima presenza di tronchi di pioppo , proprio negli anni ottanta era aumentata di moltissimo la coltivazioni vicino al fiume molti di questi boschi artificiali erano stati poi portati via dall'alluvione. Immagino che in alcuni casi visti gli innumerevoli ponti con pochissima luce questo abbia rappreentato un problema creano quelle pulsazioni i piena che hanno permesso di raggiungere il centro di Asti ad esempio.
Per quel che riguarda gli argini ci sono casi in cui si è scelto di non difendere i centri abitati con argini. Il caso più interessante è quello di Borgo Ticino a Pavia. In pratica si tratta della zona meridionale di Pavia a sud del Ticino. Il centro di Pavia non è allagabile perchè si trova su un doppio terrazzo alluvionale alto qualche decina di metri sul fiume , mentre Borgo Ticino quando il Po non accoglie più l'acqua del Ticino viene semplicemente allagato. I vecchi abitanti del Borgo ci convivono tranquillamente e semplicemente si spostano al piano di sopra quando l'acqua esce. Senza drammi convivono con il fiume. Ovviamente non ci sono garage interrati, ma questo capita il tutta la zona sud di Pavia.

saluti