Originariamente inviato da: Ferry
Ragioniamo con gli aggettivi
Suolo di tipo A
1) Supponiamo di avere Calcari con valori di Vs > 800 m/s, in ogni punto, ma con 3,1 metri di strati con ossidazione ferrica (quindi alterati) non dobbiamo considerarla più categoria A?
2)Se abbiamo calcari omogenei con 26 metri di onde Vs > di 800 m/s e 4 metri in superficie con onde Vs pari a 790 m/s, consideriamo quest’ultimi un strato di alterazione?
3)Per determinare se in superficie abbiamo tre metri di alterazione dobbiamo eseguire analisi chimiche, mineralogiche, petrografiche, o prove sismiche in foro ogni metro ( addirittura ogni 50 cm) per i primi 3 metri? Un indagine sismica che fornisce il Vs,30 come valore medio non sarebbe, quindi, attendibile perché non ci consente di verificare i 3,1 metri alterati.
4)Un ammasso roccioso non affiorante con Vs,30 > di 800 non rientrebbe nella categoria A, cosa s’intende per molto rigido? Un terreno rigido non rientra nella categoria A perché manca il “molto”.


Ferry, noto che hai rimuginato alquanto sulle categorie.
Il mio parere è il seguente:

1)'Alterato' si riferisce sicuramente ad alterazione delle proprietà fisiche attinenti alla propagazione delle VS.
Nel caso del tuo punto 1) avremmo sempre una A
2)No perchè spessore <30m , non saremmo più in A nè in E ma in S2
3)In effetti la precisione richiesta risulta non piccola. La geofisica di superficie comunque fornisce uan stiam e ci basiamo su quella in mancanza di altro
4)Se non affiora o lo strato di alterazione > 30 m, allora è un S2 o un E; molto rigido in riferimento a G che controlla VS, in contrapposizione a meno rigido, che comporterebbe VS<=800


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)