Risposta per Geolbar:
La direzionalità evidente in entrambe (molto più nella seconda) suggerisce che un modello a strati piani paralleli ed omogenei non sia del tutto adatto. Non conosco la situazione, ma effetti del genere possono essere dovuti a contrasti di velocità con andamento subverticale, effetti morfologici, presenza di discontinuità (faglie, cavità..). Quanto alla disponibilità dei dati, un consiglio per tutti: qualsiasi misura geofisica commisioniate a terzi, fatevi lasciare sempre i files ASCII delle misure. A chi fa la prova non costa nulla e si possono sempre rielaborare i dati con software gratuti non proprietari (vale sia per HV che per MASW, ESAC; D-H, ecc..)

Risposta per michelec e Ferry:
Assolutamente d'accordo che non serve a nulla effettuare prove DH e poi prendere i valori delle curve di degrado da bibliografia. D'accordo anche con l'approccio regionale. Le Regioni dovrebbero promuovere raccolte pubbliche di dati esistenti, dalle quali prelevare eventualmente valori più ragionevoli (o regionevoli laugh ). Aggiungo un suggerimento: si possono utilizzare i software per modelli 1-d imponendo un comportamento puramente elastico. Per PGA al di sotto dei .2 g, la differenza è di qualche punto percentuale sia in ampiezza che in frequenza. Basta avvisare l'ingegnere di questo fatto a favore di sicurezza che gli permetterà di ridurre conseguentemente i fattori di sicurezza che vorrà prendere.


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html