Ciao Alessandro, in effetti anch'io credo (e spero) che l'osservazione da satellite non potrà mai sostituire il lavoro sul campo dei geologi ed i metodi tradizionali di monitoraggio delle frane, per esempio per le frane da crollo caratterizzate da forte acclività e da un'elevata velocità dell'evento. Inoltre l'alto costo di acquisizione ed interpretazione delle scene e la precisione ottenibile costituiscono forti limiti all'utilizzo dei dati telerilevati, considerando anche che quando c'è una copertura nuvolosa (spesso in autunno e inverno) il satellite non vede niente. I vantaggi possono essere dati dalla copertuta di vasti territori difficilmente raggiungibile attraverso campagne in situ. Insomma, vedo i dati satellitari come una soluzione complementare ma non sostitutiva dei metodi traduizionali.
Vedo che scrivi da Teramo, sei un geologo della regione? pensate di utilizzare i dati del prog. slam?
PS. Ho provato a contattare personalmente i sindaci di alcuni comuni fuori dalla mia regione, ma senza nessun risultato concreto. Cosa mi consigli?
Ciao. Caterina.