Concordo pienamente con Vorlicek,
Mi sembra poi che il documento che è stato approvato al termine della riunione dica poco o niente, non fa affatto chiarezza sulla questione, non incide minimamente sui problemi di fondo: è scritto in maniera molto "politichese"... insomma, dopo averlo letto e riletto decine di volte non ho afferrato il senso arcano, con tutti quei giri di parole... forse sono io limitato ?

Non vorrei poi che il problema centrale sia focalizzato sullo scarso numero di imprese già concessionate: se passa questo ragionamento sembrerebbe che sia solo una questione temporale, per cui, nel momento in cui ci saranno tante imprese certificate operanti sul territorio (per inciso c'è qualcuno che saprebbe quantificare quante ?), avremo risolto tutti i problemi. Invece questi sono ben altri: è inconcepibile che per fare delle indagini penetrometriche debba avere sonde, un numero spropositato di operai, un mega-magazzino ed una pletora di strumenti che non userò mai (in certe zone d'Italia ditemi voi che ci faremo colla punta elettrica e con tante altre belle attrezzature). Deve invece passare il concetto che ogni libero professionista può certificare il proprio (anche singolo) strumento, senza creare mega-carrozzoni.

Mi è poi giunta voce che la nuova proposta di Circolare, forse meno pesante, conterrà anche le indagini geofisiche. Mi chiedo se chi le ha scritte ha fatto mai geofisica: a parità di strumento funzionante (e questa è l'unica cosa che si potrebbe al limite certificare, ma oramai tutti gli strumenti geofisici hanno dei sistemi di calibrazione e di taratura che l'operatore, a meno che non sia uno scoscenziato, fa normalmente e quotidianamente) due diversi operatori possono tirar fuori risultati decisamente diversi: conta anche la capacità, l'esperienza nell'acquisire il dato, per non parlare poi del trattamento (filtraggio, elaborazione) dei dati e, dulcis in fundo, dell'inversione che non potrà mai essere uguale.