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Però non capisco, l'assenza di una normativa che proibisce la costruzione sulle faglie attive dipende dal fatto che ce ne sono talmente tante che non si potrebbe costruire da nessuna parte?
Non esistono direttive europee al riguardo?


Allora la famosa nota informativa che il Servizio Sismico Nazionale inviò ad alcune regioni tra cui l'Abruzzo nel 2004, diceva proprio che:

"Le principali strutture sismogenetiche individuate e caratterizzate fino ad ora dal punto di vista paleosismologico sono localizzate principalmente nell’appennino centrale e, in minor numero, in quello meridionale e nella Calabria, coincidendo, così come la sismicità maggiore, con le zone di culminazione topografica/assiale della catena.
Per questo motivo spesso, e fortunatamente, la loro espressione superficiale è localizzata in zone montuose e/o disabitate, non costituendo così nocumento - per quanto concerne gli effetti della “fagliazione di superficie” – ad elementi e/o insediamenti antropici.
Tuttavia, in alcuni casi, gli insediamenti moderni o talune grandi opere si sono estesi in zone nelle quali le analisi paleosismologiche hanno dimostrato la presenza ed attività di
faglie durante l’Olocene ed il periodo storico."


La nota faceva riferimento all'entrata in vigore dell'Ordinanza 3274 che ha poi dato il via alle nuove NTC, la quale diceva che "Dovrà essere accertato che il sito di costruzione e i terreni di fondazione in esso presenti siano esenti da pericoli di instabilità dei pendii, liquefazione, eccessivo addensamento in caso di terremoto, nonché di rottura di faglia in superficie"
Il SSN ha poi specificato con la nota a cosa si riferisce la rottura di faglia in superfice e cioè alle sole faglie attive, o meglio capaci, riattivatesi negli ultimi 40.000 anni.
Quindi prima l'Ordinanza lo vietava....sapete dopo l'impulso emotivo di San Giuliano di Puglia......quanta ipocrisia...... e poi pian piano con l'entrata in vigore delle NTC, che hanno sostituito l'Ordinanza, il divieto è sparito per evitare di non eseguire opere in luoghi già "politicamente" decisi.
No decisamente no le zone in cui sono presenti faglie attive non sono molte e soprattutto andrebbero indagate con trincee paleosismologiche che attraverso le datazioni con il radiocarbonio ci possono dire in tempi recenti di quanto si sono spostate per evento cosismico....solo così si potrà pianificare in futuro correttamente.

Che ne dite facciamo una raccolta di firme per ripristinare il divieto tolto appositamente da un Ministero che ha sempre anteposto gli interessi alla sicurezza?

Ultima modifica di Alex-64; 21/10/2009 20:32.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti