Originariamente inviato da: Ferry
Qui non si tratta il fatto se le indagini vanno fatte o meno, ma di scelta d'indagini.
Personalmente preferisco le down-hole in foro di sondaggio perché mi da la possibilità (come geologo) di ricavare una corretta stratigrafia in sito, ed eseguire anche prove spt nei punti giusti.
Eseguire profili geofisici senza averli tarati con un indagine diretta mi sembra (al momento) un azzardo.
Non me ne voglia il Prof. Mucciarelli (che non ha idea di quanto lo stimo. Ho letto tutti i suoi post), ma mi aspetto studi sperimentali che dimostrino la validità e il margine di errore di Masw e Tromino poi saremo d'accordo su molti punti.

Vedo tanti lavori basati esclusivamente su indagini geofisiche che hanno un grado di attentibilità francamente quantomeno discutibile


Penso che ci sia un equivoco. Ho mai detto che non vale la pena fare sondaggi? Nei progetti di microzonazione che ho seguito ci sono stati chilometri di sondaggi attrezzati per DH o CH. Il problemi sono che 1) anche DH e CH, come tutte le misure sperimentali sono affette da errori. Mai visto 2 prove nello stesso foro che abbiano fornito risultati identici. E' una prova che si fa spesso quando si affidano 20 o 30 fori nello stesso appalto e poi si eseguono controlli a campione. La variabilità laterale è un'altro problema. Le differenze in fori contigui resituiscono differenze di almeno il 10%. Quando lavoravo all'ISMES alcuni colleghi amanti della precisione facevano tre DH nelle canne dei CH, trovando spesso risultati diversi. In giro si trovano alcune tomografie foro-foro piuttosto convincenti al riguardo (tipo questa: http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/c...-1/31-card2.pdf).
2) se fare 15 o 150 metri di sondaggio lo voglio decidere io, non deve essere un falso senso di sicurezza normativo a farmi optare per 30 m.
Quanto a studi che comparino tecniche tra loro in tutte le permutazioni possibili ce ne sono a carriolate. Se si inseriscono in Google Scholar le parole di ricerca down-hole "surface waves" si ottengono oltre 400 risultati, molti anche in italiano (tesi di dottorato, rapporti tecnici, ecc..). Ci sono perfino lavori che verificano la stabilità di misure SASW ripetute nello stesso sito in condizioni meteo differenti o dopo vari mesi.
La conclusione: le diferenze inter-metodo sono dello stesso ordine di grandezza di quelle intra-metodo.
Un caso a parte sono le misure HVSR (ancora, non chiamatele "Tromino", lo dice uno che difende la locuzione "crescentine" contro "tigelle"). Qui la cura da porre nella misure e nella elaborazione dati è stata sviscerata in tanti articoli che se perde il conto. La rivista Bullettin of Earthquake Engineering ha dedicato 2 numeri speciali in 3 anni alle misure di microtremori. Sempre Google scholar restituisce per HVSR noise ben 107 risultati solo dal 2007 ad oggi.
Infine una nota da sismologo: per me la prova della efficacia di un metodo non è se assomiglia ad un altro, ma se è in grado di prevedere la risposta registrata in caso di terremoto. Da questo punto di vista credo che la pubblicazione prevista per fine anno dei risultati delle microzonazioni coordinate da DPC in Abruzzo dovrebbe togliere ogni dubbio anche ai più scettici.


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html