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Originariamente inviato da Ferdinando Ridolfi:

Rimango, anche, sorpreso quando leggo, nella parte di questo forum dedicato alla Geotecnica, l’intervento di Paka, penso sia una giovane geologa che deve sostenere l’esame di stato(ma non è il solo, prima di questo ce ne sono stati altri), nel quale chiede aiuto, in quanto, dovendo risolvere un problema riguardante la progettazione di un muro di sostegno di un terrapieno, non sa trovare la soluzione essendo il terrapieno inclinato e costituito da due terreni con caratteristiche differenti. Queste nozioni sono le prime che si imparano seguendo un normale corso di Geotecnica, sembrerebbe che questa ragazza non abbia nemmeno aperto un libro anche elementare. Chiedo : è un caso isolato o è normale per il corso di laurea in Geologia ? E’ vero che la conoscenza, specialmente in Geotecnica, si acquisisce con la pratica ma, porca miseria, le basi elementari bisogna averle e quelle si apprendono all’Università !

Infine, voglio rivolgervi una domanda, ma mi piacerebbe avere una risposta seria: per voi geologi quale dovrebbe essere il ruolo dell’ Ingegnere, che tipo di documenti dovrebbe redigere e quali dovrebbero essere le sue responsabilità, nella progettazione e costruzione di un opera geotecnica; fondazione, muro, diga, ecc. ?
Vi ringrazio in anticipo.

Saluti / Ridolfi
Anch'io rimango sorpreso (anzi, mica tanto) e non mi sono mai tirato indietro dalla pubblica fustigazione di chi pone queste domande. Non perchè non è lecito non sapere ma perchè non è lecito non sapere ed essere geologi professionisti oppure essere in procinto di sostenere l'esame di stato.
Vanno rifondate le università e va reso obbligatorio il tirocinio. La geologia e la geotecnica non si imparano solo sui libri.

Per quanto riguarda l'ingegnere, dovrebbe fare ciò che SA fare. Ma il male degli ingegneri italiani è cha sanno fare TUTTO. A prescindere dalla loro preparazione.

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Per GEO STUDIO
io senza analizzare la struttura non mi sbilancerei a dire se pali o fondazione diretta, comunque continua. Piano d'imposta e distribuzione dei carichi li ritengo fondamentali per un'analisi compiuta.
E l'ing. potrebbe aver ragione.

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Per Blizzard
Non sarei così drastico nei giudizi. Condivido la tua posizione sulla cementificazione selvaggia ma attenzione quando parli di “cultura alternativa”. Mettere degli aggettivi davanti alla parola “cultura” mi si fa accapponare la pelle. La “Cultura” con la “C” è Cultura e basta.

Per Geostudio (se mi permetti la battuta)
Ora capisco perché molti studi di ingegneria di Firenze e dintorni hanno molti clienti a Siena e provincia.

Per Alex-64
Non conosco l’età di Antonio Scaglioni ma ti posso dire la mia; sono nato nel 1951 e mi sono laureato a Pisa in Ingegneria Meccanica. Ho ricevuto una formazione ingegneristica classica; l’ingegnere era pensato e preparato come progettista, poi, entrato nel mondo del lavoro, ho lavorato, nel campo petrolchimico, per società di costruzioni, prima e di progettazione poi, che sono state la mia palestra professionale (alias, dove mi sono fatto il c..o ). Tutto questo per dirti che è ovvio che nel mio modo di pensare e vedere le cose sia influenzato dall’educazione ricevuta e dall’esperienze fatte, ma è così per tutti, quindi posso anche sbagliare. Ma i giovani cosa ci stanno a fare se non correggono i vecchi?

Per Antonio Scaglioni
Le citazioni dantesche sono ambedue corrette e, se permetti, vorrei fare una piccola chiosa sulla prima citazione “….. per viltade il gran rifiuto” che mi sembra la più importante e significativa. Nel canto terzo dell’Inferno (girone degli ignavi), Dante colloca Papa Celestino V, al secolo Pietro del Morrone, (era originario delle parti di Alex-64) che, uomo probo e onesto, fu chiamato nel 1294 a salire il Soglio Pontificio ma si dimise dopo soli cinque mesi di pontificato perché incapace di reggere il peso del potere e delle responsabilità che occupando quel trono, ne derivavano. Qualcuno sostiene che in realtà fu costretto a dimettersi dal Cardinale Benedetto Caetani che,poi, gli succedette come Papa, con il nome di Bonifacio VIII. Dante, che credeva in Celestino V, considera il rifiuto come un atto da codardo e colloca,quindi, Celestino tra gli ignavi (coloro che vissero “sanza ‘nfamia e sanza lodo”).
Mutatis mutandis , non credo che gli ingegneri trattino la stabilità dei pendii e rfiutano di trattare i fenomeni franosi per “viltade”. I testi americani e inglesi di Geotecnica parlano di “Slope Stability” o di “Stability of Earth Slopes”, distinguendo tra “natural slopes” e “man-made slopes”,e chiamando il processo di studio di tutti i fenomeni coinvolti ( es. i vari tipi di frane) “Slope Stability Analysis”. Un testo guida è quello di Cruden and Varnes “Landslides: Investigation and Mitigation” edito da K.Turner and R. Schuster , 1996.
Personalmente, però, concordo con alcuni Autori americani che ritengono questo argomento facente parte più della Geologia Applicata (Engineering Geology) che non dell’Ingegneria Geotecnica (Geotechnical Engineering) e quindi, campo dei Geologi.

Per Tacs
Che (per dirla sempre con parole dantesche) vive “……sulla marina dove il Po discende per aver pace coi seguaci suoi”. Non ho mai avuto occasione di progettare dighe in terra battuta o laghetti pedecollinari, né conosco ingegneri che lo fanno, come dicevo ad Alex-64, il lavoro mi ha portato ad occuparmi di altre cose. In quanto ad imbrattarsi di fango per controllare dei lavori, devo dirti che tutte le volte che mi sono imbrattato per fare dei controlli, magari fosse stato con il fango.

Saluti / Ridolfi

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Non farà mica anche il veterinario ???

( la prenda come battuta scherzosa, un pò gogliardica Del resto mi sono laureato nel 63 ! e qualche cosa di quegli anni, felici, mi è restato).

Cordialmente

Antonio Scaglioni

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infatti il termine cultura è anche sbagliato wink

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Originariamente inviato da Ridolfi:
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Per Geostudio (se mi permetti la battuta)
Ora capisco perché molti studi di ingegneria di Firenze e dintorni hanno molti clienti a Siena e provincia.
Per Ridolfi (se mi permetti la battuta) ora capisco perchè ci sono tante case lesionate tra Siena e provincia...

Possibile che delle argille fessurate con caratteristiche del genere non facciano riflettere??? evidentemente non è un problema di carichi s.s.

Da quanto sopra si evince comunque in maniera ancor più evidente quale sia il divario tra l'atteggiamento dei colleghi (tutti hanno risposto in maniera interlocutoria) e l'atteggiamento del Prof. Ridolfi (che ha risposto sarcasticamente senza porsi il minimo interrogativo).

Ai colleghi voglio dare un elemento su cui iniziare a ragionare (Leonards '62)al Prof. Ridolfi NO in quanto evidentemente non ha voglia alcuna di ragionare con noi...

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Tacs ho avuto come collaboratore e capo un ing. idraulico noto al Min. dei LL.PP. per la sua preparazione e ho potuto constatare quanto fosse vero, poi lui è venuto dalle tue parti (capo delle OO.MM. di Ravenna) e ora è tornato alla sua passione l'idraulica fluviale. Spero che non ti riferissi a lui anche perché credo che non avesse bisogno di verifiche di stabilità di versante..... ha molta considerazione nei geologi, come altri ing. idraulici che ho avuto modo di conoscere. Invece nel breve periodo in cui ho lavorato alle OO.MM. di Ancona mi sono fatto un sacco di risate nel vedere alcune relazioni geotecniche di un noto professionista ing. non ricordo bene se delle Marche “sporche” (così gli stessi marchigiani definiscono il loro sud) il quale verificava le scogliere frangiflutti (soffolte e foranee) i pennelli ecc., al ribaltamento per rottura del terreno di fondazione con cerchi di rottura che partivano dall’unghia delle due scarpate. Cavolo ci voleva proprio una bella fantasia per immaginare un ribaltamento di un’intera scogliera (credo che concepisse la scogliera come un prisma a sezione trapezia in cemento armato), mentre le relazioni redatte da alcuni colleghi devo dire che sicuramente erano molto più aderenti alla realtà, in pratica fatte bene.
Di recente per il passaggio di competenze relativo a dighe e laghetti collinari (in cui abbiamo previsto la figura del geologo nell’ufficio competente) un ing. ha affermato che i geologi non sono in grado di eseguire le verifiche necessarie…..allora gli ho chiesto se lui come me o più di me avesse verificato più di 40 miliardi in appalto di argini in terra (non ricordo la lunghezza)…….ma va!!!! ho capito che non aveva neanche idea di cosa stavamo parlando….poi ha cercato di rimediare dicendo che la mia era una eccezione…………. mahhh la mia se pur breve esperienza mi porta alle conclusioni che ho esposto nei precedenti post e mi creda Ing. Ridolfi che non sono fazioso, basti vedere alcuni miei interventi sulla competenza dello studio idraulico……ho lavorato molto con gli ing. ed ho avuto modo di stimarli e credo di essere stato stimato e per questo mi meraviglia che fin quando è un singolo ing. a discriminare i geologi bhe…..pazienza sarà il solito saccente frustrato, ma quando tali iniziative partono da diversi ordini provinciali la cosa mi demoralizza e mi fa seriamente riflettere…………


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Geostudio

Mi dispiace che tu abbia preso male la mia “battuta”, non c’era nessuna volontà di offesa e tanto meno voleva essere sarcastica. Conoscendo colleghi di Firenze che lavorano molto a Siena, la battuta mi è venuta quasi spontanea e se ciò è stato motivo di offesa, te ne chiedo scusa.

Complimenti per il suggerimento di riflessione dato. L’ing. Gerald A. Leonards è stato un importante studioso di argille, oltre al suo celebre testo Foundation Engineering edito da McGraw-Hill 1962, ha pubblicato altri lavori ed alcuni di essi si trovano citati nella bibliografia del testo di Geotecnica del Lancellotta. (sbaglio o il suggerimento è questo?)

Dopo una lettura così importante non avrai certo dubbi per risolvere il problema fondale su argille, da te citato in precedenza.

Saluti / Ridolfi

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Avanti così Dr. Ridolfi... quindi, un'argilla fessurata fino ad una certa profondità che presenta caratteristiche del genere, innanzitutto un LL > 60 (N.B. che per Leonards '62 problemi di un certo rilievo si hanno già a partire da LL 30 in regioni aride e LL 50 in regioni umide) suggerisce che tali argille presentano, se non altro, un rapporto molto problematico con l'acqua, tra cui :

1) elevata sensibilità del materiale alle variazioni di umidità con conseguenti importanti fenomeni di rigonfiamento durante la stagione umida e ritiro durante la stagione siccitosa; in particolare, dati i valori in gioco, il ritiro durante la stagione secca potrebbe produrre un vero e proprio distacco del terreno dalla fondazione, che rimarrebbe quindi “sospesa” per alcuni tratti, le prime piogge successive alla stagione siccitosa poi, non di rado, riescono ad infiltrarsi tra terreno e fondazione deteriorando irrimediabilmente il materiale all’interfaccia (vedi punto n.2).

2) l’aumento del contenuto d’acqua nella stagione invernale, del tutto probabile per l’elevata plasticità dei materiali e per l’evidente stato fessurativo, tale da far entrare le prime piogge sino ad una certa profondità, comporterebbe un drastico deterioramento delle caratteristiche di resistenza al taglio ed un consistente aumento della compressibilità… (non a caso gli stessi materiali che campionati d’estate danno frequentemente una Cu > 2 Kg/cmq se “pescati” d’inverno possono dare valori sensibilmente inferiori, non di rado < 0,5 Kg/cmq)

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MOlto interessante, non sapevo che esistessero terreni simili in Italia, veri suoli rigonfianti ?


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
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