Sto affrontando anch'io in questi giorni questo tipo di problema e credo che le questioni che poni possono essere affrontate nel seguente modo:
1) Il valore di riferimento relativamente alla magnitudo, ma anche alla distanza dal sito di interesse, lo puoi ricavare in prima battuta (ovviamente riferito ad un suolo di tipo A) dai dati di disaggregazione disponibili on-line sul sito dell'INGV al link: http://esse1.mi.ingv.it/ ovvero dal catalogo parametrico dei terremoti italiani CPTI al seguente link: http://emidius.mi.ingv.it/CPTI/ ;

2) Credo che la curva sperimentale debba essere all'esterno del campo di possibile liquefazione per più del 50%. Ma questa per il momento è solo una mia interpretazione.

3) Sulle metodologie di analisi mi pare che qualche indicazione sia suggerita proprio nel paragrafo successivo 7.11.3.4.3. In particolare laddove suggerisce di valutare la resistenza alla liquefazione sulla base di risultati da prove in sito o di prove cicliche di laboratorio.
Saluti