Per SLU la profondità di interesse è quella potenzialmente interessata dalla superficie di rottura
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Cerchiamo di non perdere di vista la geotecnica per colpa delle burocratiche Vs30.
Ho letto con molto interesse il tuo articolo, chiaro e semplice, ben fatto.
Però io non perderei di vista l'aspetto geologico nella caratterizzazione del substrato di fondazione.
Cioè non limiterei alla sola profondità d'influenza l'analisi statistica dei dati se le condizioni litologiche consentono di estendere più in profondità la suddetta analisi.
Mi spiego meglio, se individuo un orizzonte di sabbie omogenee che costituirà substrato di una fondazione superficiale (supponiamo una trave larga 1 m ad una quota d'imposta di 1 m s.p.c.) e questo orizzonte si estende fino a 6 m sotto il p.c., perchè non prendere in considerazione i dati ottenuti su TUTTO lo spessore del livello? Se limito il numero di dati alla sola profondità d'influenza rischio di trascurare la maggior parte delle caratteristiche litotecniche dell'unità litologica individuata. Cioè rischio di trascurare la componente geologica del problema, riconducendolo ad un più modesto approccio ingegneristico.
L'aspetto geologico è che il livello di fondazione è una sabbia omogenea estesa fino a 6 m, fattore che non si può trascurare a mio avviso per avere una maggiore affidabilità nella caratterizzazione DI QUEL LIVELLO (e non solo di una sua piccola parte).
L'aspetto ingegneristico invece è: chissenefrega se si estende fino a 6 m (non mi pongo nemmeno il problema), prendo solo i dati che mi servono.
In certi casi si rischia di bypassare elementi geologici importanti nel comportamento di un terreno, mettendo da parte il ragionamento geologico che ci porta a certe conclusioni, a favore di un approccio più cieco.
Non so se sono stato chiaro...