Per Tacs
1 ) L’ingegnere meccanico non è solo ingranaggi e pistoni come tu pensi ma è tante altre cose, forse è il curriculum di studio, che più di ogni altro, ti permette, nel lavoro, di occuparti dalle costruzioni civili fino alle costruzioni navali e aeronautiche. Questo, almeno, fino agli anni settanta, anni in cui mi sono laureato. Oggi non lo so. Sai, quanti meccanici o anche elettrotecnici hanno poi svolto la loro carriera professionale operando nel civile!
Sono andato a lavorare nel petrolchimico perché, appena laureato e assolto gli obblighi di leva, si presentò questa occasione, mi piacque e accettai. Dopo circa un anno e mezzo di lavoro in ufficio fui mandato nei cantieri.
2 ) Sono certamente convinto che tra i geologi ci siano seri ed ottimi professionisti, ci mancherebbe altro! Anzi, sono convinto che la stragrande maggioranza lo sia ed ho, anche, molto rispetto per la vostra professione. Questo, però, non mi impedisce,talvolta, di sollevare qualche obiezione. Io, purtroppo o no, sono stato educato e istruito a pensare che tutto ciò che riguarda la progettazione e le relative verifiche di qualsivoglia costruzione sia competenza dell’ingegnere, se, però, oggi è cambiato e sono emerse altre figure professionali ( leggi geologi) che possono sostituire la sua opera del tutto o in parte, allora dico, benissimo.
A giudicare,però, da alcuni interventi in questo Forum, sembrerebbe (parlo al condizionale) che i giovani geologi o alcuni di essi, le basi della Geotecnica non l’abbiano ben digerite. Faccio due esempi. a) Il “muro di sostegno” (vedi sez. Geotecnica), ha avuto le risposte di due geologi, ambedue,però, incomplete, L’ultimo che ha dato la risposta più corretta, l’ha, però, lasciata a metà, evitando di dire come si calcolano e si combinano tra loro le due distribuzioni di pressione verticali, dovute a due strati di materiale diverso e come determinare il valore della spinta risultante e la posizione della sua retta di azione, dando l’impressione di aver poca dimestichezza con questi tipi di problemi.
b) Sempre nella sezione “Geotecnica” di questo Forum, un’altro geologo chiede lumi sul “potenziale di collasso” dei terreni. Penso che chi ha una conoscenza della geotecnica dovrebbe sapere, anche a grandi linee, di cosa si tratta e magari saper cercare anche le fonti di informazioni.
Come si suole dire, a questo punto la domanda sorge spontanea: nel corso di studio in Geologia c’è l’insegnamento di Geotecnica e quali testi sono adottati?
Perché sembrerebbe (e parlo sempre al condizionale) che i testi del Colombo/Colleselli e del Lancellotta non li conosca nessuno.
Ancora nella sezione dedicata all’Università, c’è chi scrive: “non iscrivetevi a Pisa”, scrivendo Pisa con la “p” minuscola, imputando alla Facoltà di Geologia di questa Università insegnamenti non pratici. Chiedo, ma costui è forse di Livorno? Altri si lamentano che anche in altre Università gli insegnamenti sono astrusi e teorici e non hanno riscontro nella pratica lavorativa e chiedono consigli per seguire corsi di studi più applicativi.
Esperienza personale. Se non avevo seguito gli insegnamenti “astrusi e teorici” dei vari “baroni” di allora, col cavolo che imparavo velocemente nella pratica e ancora, se non avevo seguito le “astrusità” del Prof. Villaggio, col cavolo che riuscivo a capire (ad esempio) il concetto di “potenziale di collasso dei terreni”.
Saluti / Ridolfi