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Originariamente inviato da: Alex-64
... una copia a pagamento dei riassunti estesi si potrebbe avere?


Pagando no smile , gratis si a questo indirizzo:
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/i...&Itemid=163


Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html
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Originariamente inviato da: Marco_Mucciarelli

Pagando no smile , gratis si....


Grazie mille per il contributo che dai alla mia crescita culturale smile

Ultima modifica di Gianluca R; 10/11/2009 16:44.
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Grazie moltissimo prof.
Comunque mi consenta questa triste riflessione e spero che mi smentisca.
Adesso avremo 37 interventi sul terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile 2009. La maggior parte di questi riguardano la pericolosità sismica aquilana sia in termini di pericolosità sismica di base che di pericolosità sismica locale.
Non ricordo precedenti interventi, logicamente sui dati già acquisiti, su l'Aquila in tale Convegno o in altri Convegni Nazionali che mettessero in evidenza ad esempio la presenza di faglie attive prossime alle infrastrutture o addirittura in zone di espansione urbanistica.....sull'amplificazione sismica locale........mi aiuti....ricordo ad esempio che nel 2007 solo io, con un intervento logicamente non scientifico, ma di sconsolata denuncia, posi l'accento sulla pericolosità sismica aquilana con addirittura i riflessi possibili nel teramano.....e l'inerzia dell' amministrazione regionale di fronte a tali evidenze segnalate già da altre Istituzioni a più riprese.
Cioè mi preoccupavo io da Teramo e nessuno dell'Aquila? Nessuno del mondo accademico ha avuto il coraggio di esporre tali argomentazioni prima?
E quando finii l'intervento ci fu l'applauso e poi il SILENZIO! Nessuna obiezione, nessuna critica o approvazione.....speravo solo che scuotesse un pochino le coscienze dei ricercatori e di chi più di me avesse il potere per cambiare le cose solo il Dott. Valensise precisò un mio errore formale tra faglie capaci ed attive....ma c'era d'aspettarselo da lui che forse non ha mai considerato pericolose le faglie attive (o capaci) e forse era anche seccato che se ne parlasse.

Il mondo della ricerca, capisco che spesso è difficile, deve, a mio modesto avviso eporsi un po' di più senza paure, io lavoro in una P.A. e l'ho fatto...non mi hanno trasferito...non mi hanno anche detto grazie o addirittura avanzato di livello o affidato un Ufficio malgrado anche la sola anzianità di servizio e la quaifica funzionale che ricopro da anni lo giustificherebbe (il mio Ufficio è retto da un diplomato).........però sono comunque soddisfatto perchè in coscienza so di aver fatto una cosa giusta.......piccola....ma giusta.

Alessandro Venieri

Ultima modifica di Alex-64; 11/11/2009 15:45.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Originariamente inviato da: Alex-64
Adesso avremo 37 interventi sul terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile 2009. La maggior parte di questi riguardano la pericolosità sismica aquilana sia in termini di pericolosità sismica di base che di pericolosità sismica locale.
Non ricordo precedenti interventi, logicamente sui dati già acquisiti, su l'Aquila in tale Convegno o in altri Convegni Nazionali che mettessero in evidenza ad esempio la presenza di faglie attive prossime alle infrastrutture o addirittura in zone di espansione urbanistica.....sull'amplificazione sismica locale........Nessuno del mondo accademico ha avuto il coraggio di esporre tali argomentazioni prima?


In realtà L'Aquila e zone limitrofe erano state oggetto in passato di molti studi. L'amplilficazione in bassa frequenza nel centro storico dell'Aquila era nota da lavori INGV dal 2003, la Valle dell'Aterno era stata menzionata più volte grazie ai dati dell'array acceleromentrico, e molti lavori di paleosismologia si erano occupati delle faglie. Certo, non c'era stato un intervento così massiccio e coordinato. Sono d'accordo che l'impressione possa essere di chiusura della stalla a buoi scappati, ma non è del tutto vero. Anche perchè le indagini costano, i soldi per la ricerca sono sempre pochi, ed ognuno ha lavorato dove c'erano possibilità ed opportunità di interazioni con gli enti locali. Consideri poi che da pochi anni si erano conclusi gli studi sul terremoto del Molise, molte persone erano impegnate nella stesura degli indirizzi per la microzonazione....ed i professori universitari dovrebbero anche occuparsi di corsi, esami, tesi, ecc.
Poteri infine aggiungere che dal conto che lei ha fatto andrebbero depennati quelli che prevedono il terremoto dopo che è accaduto smile

A proposito del convegno, se qualcuno è indeciso se partecipare, può scaricare qui il programma definitivo:
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/documenti/ProgDef09.pdf



Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
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Poteri infine aggiungere che dal conto che lei ha fatto andrebbero depennati quelli che prevedono il terremoto dopo che è accaduto


smile Ho capito....infatti anche io ho notato questo! Insomma è il solito.

Prof. ma in quale Convegno del GNGTS erano stati esposti gli studi che lei ha citato? Oppure in quale altro Convegno Nazionale?
A l'Aquila ricordo che nel Convegno del 2004 sul settecento abruzzese solo Galli e Galadini esposero didatticamente e semplicemente le problematiche delle faglie attive presenti e lo scenario di danno che ne veniva fuori per il comune dell’Aquila dall'attivarsi da parte di una di queste, per dare l’idea proprio del rischio presente in questa città.

Comunque....per il resto, cioè il fatto che a parlare del rischio sismico aquilano fossero in pochi e che fosse consigliato a molti di non occuparsene è stata la mia sensazione......purtroppo c'è anche da mettere in conto una buona parte del mondo accademico che lavora ben allineato e coperto...con poco coraggio... spesso con il timore di non prendere più incarichi (per gli affermati)....di non far carriera (per i giovani ricercatori).....è proprio una buona fetta...ricordo che ad esempio in un Convegno sulle grandi opere in Abruzzo organizzato dal prof. Crescenti, nessun ricercatore o professore associato/ordinario che sia obiettò sul progetto della realizzazione di un terzo traforo sul Gran Sasso e di cose da obiettare ce n'erano tante a partire dalla lacuna di dati che il progetto presentava e da ciò che già i due trafori avevano causato (600 mt di abbassamento della falda acquifera)….idem con patate per il ponte sullo stretto.
Responsabilità ancor più grandi vengono logicamente dal mondo politico e quindi delle pubbliche amministrazioni (dipendenti pubblici) e prof. non metterei solo gli Enti Locali in Abruzzo per tale disastro sismico ma soprattutto la Regione che ha il pallino in mano sulla normativa o zonazione (microzonazione compresa) e sulla protezione civile....basti vedere come finora sono stati spesi i soldi!!!
Poi in ordine: i media, il mondo professionale ed infine il cittadino in quanto esprime il proprio rappresentante politico, cioè colui che si deve occupare anche dei suoi problemi e fin quando i problemi per il cittadino sono il quotidiano il politico si occuperà del quotidiano (a volte neanche di quello) trascurando la prevenzione.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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