Sul tema "indagini geognostiche certificate" è da parecchio tempo che i Colleghi si confrontano ma, purtroppo, senza arrivare ad una condivisa conclusione.
Mi permetto di dare un contributo al dibattito ripercorrendo una storia le cui origini si perdono nel passato. La rievocazione la credo opportuna per illustrare come e perché l'Organo istituzionale della Categoria non abbia mai preso nette posizioni e in che modo, nel decorso del tempo, abbia permesso che si pervenisse all'attuale situazione che concretamente minaccia il futuro prossimo venturo di quei Liberi Professionisti che operano principalmente nel campo della Geologia Applicata e nelle sue specialistiche derivazioni.
La storia risale all'epoca della costituzione dell'Ordine (Legge 112/1963) e il primo Consiglio (allora era Ordine Nazionale) era composto in larga misura da persone di estrazione universitaria o che, anche se non propriamente docenti, svolgevano la loro attività professionale nel contesto del mondo accademico. All'epoca erano praticamente sconosciuti percorsi lavorativi che non fossero quelli dedicati alla rilevazione geologica per la redazione della Carta d'Italia al 100.000 che il Servizio Geologico (all'epoca nel Ministero Industria) dava in affidamento agli Istituti di Geologia.
I primi iscritti nell'Albo eravamo poco più di un migliaio. Pochissimi lavoravano presso aziende minerarie (io era tra quelli) o all'AGIP nel settore petrolifero. Parecchi scelsero per necessità la carriera dell'insegnamento scolastico e altri esploravano le possibilità di lavoro all'estero (nei Paesi arabi e in Africa) dove per la realizzazione dei progetti stradali era richiesta la figura del "soil material" che altro non era che quella del tecnico di laboratorio terre.
In quello scenario culturale e professionale si tenne a Roma il 1° Congresso e il tema era "Il ruolo del Geologo nel contesto socio-economico del Paese" e in quella sede fu immediatamente palese il conflitto tra la componente "effettivamente professionale" e quella legata alla tradizione naturalistica del mondo accademico. I primi posero subito in discussione la questione delle indagini geognostiche che all'epoca erano comprese nella Categoria 19/b dell'Albo Nazionale dei Costruttori (poi soppresso e sostituito dall'attuale regime certificatorio delle SOA). Lo Stato riconosceva agli esecutori delle "indagini nel suolo e sottosuolo anche con mezzi speciali" la caratteristica di Imprese edili.
Dalla tribuna di quel Congresso, prendendo la parola anche a nome di quei Liberi Professionisti che più tardi fondarono l'Asssociazione Sindacale, denunciavo il "conflitto d'interessi" di coloro che esercitavano attività imprenditoriale in danno dei liberi professionisti che di quei servizi dovevano servirsi strumentalmente a sussidio della loro prestazione intellettuale.
In buona sostanza le indagini geognostiche non dovevano essere dominio dell'Impresa ma ricondotte nell'alveo di competenza del Geologo (come, peraltro, espressamente codificato nella legge istitutiva). Venne facile la similitudine che le indagini stavano al Geologo come il laboratorio radiologico stava al medico.
Gli allora Consiglieri dell'Ordine non furono assolutamente consapevoli della gravità del problema e non compresero le ripercussioni negative che si sarebbero prodotte per la Categoria se non si fossero assunte le opportune ed efficaci iniziative per conferire esplicitamente ai Geologi le specifiche competenze per quanto concerne la programmazione delle indagini e l'interpretazione geognostica e delle analisi e prove di laboratorio modificando opportunamente l'equivoca dizione di cui all'art.3 della Legge 112/63.
Nel decorso del tempo non è granché cambiato l'orientamento dei Consigli che si sono succeduti nel tempo e la questione si è vieppiù intricata da quando negli stessi Consigli hanno trovato maggiore spazio soggetti che svolgono la principale attività nei settori delle indagini e dei laboratori, dei docenti e dei pubblici dipendenti: tutti soggetti che hanno perdurato, consolidando le loro posizionmi egemoni, un "conflitto d'interessi" che è consentito ope legis dalle pubbliche amministrazioni ma è anche avallato, di fatto, dagli organismi tutori della Professione.
Apprendo che in una commissione ministeriale, costituita per dirimere la questione delle certificazioni sui laboratori, è presente D.Pingitore. Nel post del Collega Antonielli la Pingitore è qualificata "rappresentante ALI" ma ricoprendo pure l'incarico di Consigliere del CNG sarebbe lecito pensare che la sua presenza, in quella commissione, sia anche nella veste di rappresentante del CNG. La Collega dovrebbe fornire "ragguagli": ma non sarebbe più deontologicamente corretto che deve dare un "rapporto esauriente e dettagliato sull'andamento dei lavori della commisssione? Non è da ingenui pensare che la Pingitore partecipi a quelle riunioni se non per portare il contributo e gli interessi dell'Associazione che rappresenta? Non è anch'esso un "conflitto d'interessi"?
E che dire di quei Consiglieri, pubblici dipendenti, che concordano con le Amministrazioni dalle quali dipendono onorari convenzionali di miserrima entità che svilisce il decoro della professione e la dignità del Professionista? Non è, anche questo, un "conflitto d'interessi"?
E non è "conflitto d'interessi" che i corsi APC sono proliferati a beneficio di docenti che poco o nulla hanno a che fare con la professione ma discettano pomposamente di argomenti che non hanno neppure trattato nei loro corsi d'insegnamento?
Potrei dilungarmi, ma lo spazio è tiranno.
E' il sistema normativo che favorisce queste anomalie e nel quale prolifera un diffuso abusivismo che né il CNG né gli OO.RR. sono in grado di contrastare proprio in ragione del "conflitto d'interessi" nel quale si dibatte la Categoria e la situazione tale rimarrà fin quando nei Consigli la componente dei Liberi Professionisti sarà minoritaria e perciò ininfluente.
La cronistoria che mi sono permesso di esporre e le susseguenti considerazioni vogliono essere anche la ragione della fondazione, nel 1978, del Sindacato quale struttura effettivamente rappresentativa e portatrice degli interessi economici, politici e sociali dei Liberi Professionisti. Interessi che sono particolari, esclusivi ed antitetici a quelli degli altri iscritti negli Ordini.
I più recenti atti del SINGEOP destinati alla più vasta area dei Geologi L.P., ancorché non iscritti all'Associazione, sono divulgati, per cortese concessione di E.Grasso al quale va il mio personale ringraziamento, nel blog geologi.it/singeop.
Sono accettati i contributi di tutti.
Andrea Maniscalco
Presidente del SINGEOP