Se fossi impegnato "solo" per i fatti di Giampilieri e dintorni sarei contento, almeno farei il lavoro che mi appassiona!
Provo a rispondere ai quesiti di Alex nonché a quanto riportato da gorgona.
PAI: le procedure di approvazione non prevedono che venga interessato, nè che abbia titolo a disquisire nel merito, il dipartimento regionale della protezione civile. Sembrerà assurdo, ma è così. Solo ora e per la prima volta, prima dell'approvazione, da parte dell'assessore è stato chiesto un parere preventivo sui nuovi PAI: tale parere è stato reso, in senso negativo.
Secondo me, è proprio l'approccio alla problematica che va cambiato... ma è un discorso lungo e magari ne riparliamo più in là.
PRESIDI TERRITORIALI: vorrei tanto capire come e da chi devono essere fatti. Per me (ma anche per la Direttiva PCM 27/02/04 e per il Manuale operativo ex OPCM 3606/07) i presidi territoriali devono essere in grado di capire cosa sta succedendo, devono conoscere il territorio e le sue manifestazioni in stato di quiete e di criticità. Ce lo vedo male il vigile urbano a fare questo lavoro, ce lo vedo un po' meglio (ma con tante riserve) il tecnico della forestale, qualche volta va bene il geometra ma ritengo in assoluto che debbano essere geologi e ingegneri a svolgere quella necessaria attività di prevenzione che serve poi ad avviare le azioni di p.c. (l'ho anche scritto in risposta ad una interrogazione parlamentare).
Ebbene, avete presente (immaginatelo) quante centinaia/migliaia di situazioni ci sarebbero da tenere sotto osservazione? Dove sono i tecnici specializzati nella pubblica amministrazione per tale mole di lavoro? Come è stato fatto nelle altre regioni? Illuminatemi.
RETI PLUVIO. In Sicilia vi sono 2 reti pluvio-termometriche. Una in capo all'Osservatorio delle Acque, l'altra in capo al SIAS. L'una non parla con l'altra: dipartimenti (e politici) diversi, sistemi di rilevazione e trasmissione troppo differenti. Per di più, nessuna delle due è nata per la protezione civile (tempo quasi reale per quella dell'osservatorio e non su tutti i sensori; tempo reale a richiesta per quella SIAS; estrema difficoltà di lettura e interpretazione dei dati). Nei documenti che predispongo dimostro che nè l'una nè l'altra rete (nemmeno se prese insieme) riesce a cogliere alcuni fenomeni piovosi localizzati. Sto cercando di porre rimedio (integrazione ed adeguamento per fini di p.c.), ma è dura.
SCALETTA, 1957. Bufala o quasi: il servizio della RAI si riferisce a una frana di crollo (morì un bambino di 10 anni) verificatasi il 27 gennaio 1957 (piogge modeste) sotto il castello di Scaletta Superiore. Tuttavia, l'evento è stato "passato" con molto mestiere da quelli che fanno informazione, facendo il paragone con quello del 1° ottobre. Bisogna diffidare sempre, informarsi prima e accreditare/confutare poi. :-)
IN GENERALE. Il dipartimento di cui faccio parte ha pochissimi geologi (3 a CT, 1 a SR, 1 a CL, 1 ad AG nei rispettivi Servizi provinciali). Il Servizio che dirigo (rischi idrogeologici e ambientali) ha un solo geologo (io), 2 architetti, 1 geometra, 0 ingegneri. Tre quarti del personale del dipartimento e il 100% di quello del mio Servizio è precario e gli scade il contratto a dicembre. Si fa quello che si può (vedasi sito
www.protezionecivilesicilia.it alla sezione rischio idrogeologico).
Un saluto a tutti.
gb