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Non volevo aprire una polemica, assolutamente, solo sapere, già dal primo post, così come in altri topic, se "è possibile chiedere al progettista la combinazione di carico più gravosa per eseguire le verifiche agli SL", facedomi carico, io come credo tutti i geologi, della mia ignoranza in materia non facendo parte l'argomento di nessun corso nella facoltà di geologia, fermo restando però di considerarmi perfettamente in grado di assolvere a tutti gli altri interrogativi che ci impone la relazione geotecnica.
Forse ho inteso male il senso delle tue osservazione, nelle quali mi pareva di intedere che l'incapacità a combinare tutta quella quantita di momenti e combinazioni di carico, rientrando essa in calcoli di tipo prettamente strutturale, ci precludesse di fatto la redazione di una relazione geotecnica, ma evidentemente mi sbagliavo e me ne dispiace. Quindi fuori da ogni polemica, anzi con stima professionale avento attinto per le mie conoscenze anche da tue ottime lezioni scaricate da internet,ripeto, nel caso sempre di graticcio di travi: è possibile sceglie tra le combinazioni di carico che il calcolo strutturale produce quella da utilizzare nelle verifiche geotecniche (travi modellate su suolo elastico)? Se si, come sceglierle? Possono essere anche molte? In questo come regolarsi per i calcoli che diventerebbero lunghissimi?
Sempre fuori di polemica è vero che sono pochi i geoglogi che sono iscritti all'AGI così come quelli che partecipano ai congressi,(io però mi escludo, quando posso vado, altrimenti cerco di reperire gli atti) meno ancora quelli che scrivono articoli. Però se vai a vedere quanti sono gli ingegneri professionisti, il cui ambito professionale è ristretto prevalentemente alla progettazione di piccole palazzine (il mio ambito professionale), in grado di eseguire un calcolo di portanza con penna e foglio e calcolatrice, un calcolo di pressioni indotte con Newmark, un calco di cedimenti di consolidazione partendo dal prelivio dei campioni, passando per l'elaborazione di prove edometriche, per la teoria della consolidazione, e finire con il calcolo stesso dei cedimenti, o anche un calcolo di stabilità del pendio ti accorgi che sono pochi anche essi. Sicuramente noi geologi abbiamo fatto di necessità virtù quando ci è stata conferita la leggittimita professionale per redarre relazioni geotecniche, e molti ingegneri si sono volentieri scaricati la responsabilità dei problemi geotecnici, però abbiamo sempre lavorato insieme e di comune accordo e i dubbi che ho espresso riguardo alle combinazioni di carico sono i nostri dubbi non solo i mie di geologo che non può sapere perchè non sa fare i calcoli strutturali.
Cordiali e sinceri saluti Andrea Ciampaglia
Ultima modifica di anci; 15/10/2009 19:25.
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Probabilmente mentre inserivi l’ultimo post io scrivevo il mio ultimo, ma essendo rientrato in una nuova pagina non mi sono accorto che avevi già risposto alla mia domanda sulle alle combinazioni di carico, così ti ringrazio in ritardo me sempre volentieri. Ripeto, comunque, che il progettista ha modellato le travi con suolo elastico tipo Winkler, quindi posso richiedere l'inviluppo delle pressioni considerando tutte le condizione di carico? Però mi chiedo, dall’alto della mia ignoranza in merito ai vari metodi di progettazione come quello dello sottostrutture, nel caso appunto di questo metodo, il problema è anche del progettista che deve inevitabilmente pervenire ad una combinazione di carico da confrontare con le resistenze per eseguire l’analisi agli SL, e quindi in modo o nell’altro un valore, o più valori, deve comunque trovarli.
Andrea Ciampaglia
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In merito ai dubbi sollevati da Anci, in rete ho trovato diverse esercitazioni relative a geotecnica e fondazioni. Nelle suddette esercitazioni la verifica della capacità portante, relativa ad un graticcio di fondazione (a travi rovescie), viene eseguita consideranto l'intera travata, componendo le sollecitazioni N, M e T allo spiccato di ciascun pilastro.
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Alessandro,un link sarebbe gradito per favore
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Salve a tutti. Non sono un geotecnico ma uno strutturista che cerca di capire qualcosa in più. Anche nel caso in cui il progettista ha modellato la trave di fondazione e fa l'inviluppo delle pressioni considerando tutte le condizione di carico di interesse arriva alle pressioni massime. Ma anche in questo caso, poichè il calcolo della capacità portante attiene non solo al sistema fondazione-terreno ma al sistema terreno-fondazione-carichi, tutto sommato siamo al punto di partenza nel senso che nodo per nodo, con il sistema del plinto equivalente come dice McCoy o con altri sistemi devono considerarsi le azioni (N,T,M), ricavarsi la capacità portante ultima, confrontarla con quella data in quel nodo dall'inviluppo delle pressioni prima ricavato dal calcolo. Io mi chiedo come siamo passati in un solo momento da una verifica tutto sommato molto semplice accettata x oltre 30 anni ad una sicuramente più corretta ma anche molto più laboriosa. Insomma ho visto almeno 4000 relazioni geotecniche che calcolavano qamm senza tenere conto dei veri carichi ma con H=0.1N e andavano bene e adesso c'è una rivoluzione, almeno teorica.
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Io mi chiedo come siamo passati in un solo momento da una verifica tutto sommato molto semplice accettata x oltre 30 anni ad una sicuramente più corretta ma anche molto più laboriosa. Insomma ho visto almeno 4000 relazioni geotecniche che calcolavano qamm senza tenere conto dei veri carichi ma con H=0.1N e andavano bene e adesso c'è una rivoluzione, almeno teorica. Benvenuto nel forum, Mau. La rivoluzione è quella degli stati limite, siamo passati da un momento all'altro nella nuova normativa, e le verifiche richieste sono del tipo laborioso. Adottare H=0.1N in passato voleva dire cautelativamente adottare una suddivisione amministrativa di zona 2 con epsilon = 1.3 o di zona 1. Una domanda che mi assilla ultimamente: secondo te perchè i tuoi colleghi strutturisti non riescono a comunicarci i carichi corretti, quando li richiediamo, e perchè non riescono a darci un singolo nodo di riferimento? Problemi con la scatola chiusa del software strutturale? Problemi con settaggi finora mai utilizzati? Altro?
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Ciao, grazie del benvenuto. Se ti devo dire la verità ritengo che molti strutturisti (anche io) si trovano di fronte a dei problemi che non avevano mai affrontato prima. L'unico problema (giusto o sbagliato che fosse) fino a qualche mese fa era confrontare Sigmat max con la Qt amm. Moltissimi miei colleghi leggevano al massimo 2 o 3 righe della relazione geologico-tecnica (dove era indicata la Qt amm)!!). Adesso occorre pensare e lavorare un po di più. Forse dal punto di vista della ricerca universitaria sarebbe il caso di approfondire la possibilità di considerare un'unica fondazione il graticcio di travi (se sufficientemente rigido rispetto al terreno), calcolare se possibile le risultanti globali N,M,T e sostiture una verifica globale ad una locale. Trovare in sostante dei plinti equivalenti sia nel caso di un graticcio di travi che di singole travi ma anche delle risultanti (N,M,T) equivalenti nel caso delle azioni sui nodi del graticcio. Naturalmente questi sono solo desideri, aspirazioni. Non mi sembra tanto semplice arrivare a questo ma tutto sommato anche il plinto equivalente è una semplificazione (quasi obbligatoria) del problema. Ritornando alla domanda iniziale ritengo che ogni strutturista deve imparare a leggere e capire meglio il suo software di calcolo.
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è possibile Mccoy e Franceschini espilicitare un esempio di plinto equivalente come ci si arriva e date sollecitazioni NMT fare vari esempi di combinazioni (zona sismica) grazie
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Ritornando alla domanda iniziale ritengo che ogni strutturista deve imparare a leggere e capire meglio il suo software di calcolo. Mau, la tua onestà merita davvero un applauso 
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Nel caso del calcolo della capacità portante di un graticcio di travi, viste le difficoltà a risalire alle sollecitazioni N, M e T ed all'esatta geometria della trave, sarebbe meglio effettuare il calcolo mediante software geotecnico implementato nel programma strutturale. Tra l'altro, il plinto equivalente (citato da mccoy) è menzionato nell'ec8 (relativamente a graticci di travi) solo per la verifica allo slittamento e non della capacità portante. Considerate allora le suddette incertezze, al fine di evitare eventuali problemi di natura legale, meglio un software strutturale e geotecnico insieme (per il quale le NTC 2008 richiedono la validazione del codice di calcolo). Del resto, se gli ingegneri si fidano dei software per il calcolo strutturale non vedo perchè non fidarsi anche di quelli con implementato il modulo geotecnico (le verifiche geotecniche tra l'altro sono molto più semplici di quelle strutturali). Con buona pace di chi cerca di spaccare in quattro il capello nell'ambito della geotecnica.
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