Mi rispondo da sola per trascrivere di seguito quanto inviatomi da Silvia Castellaro, che spero non se la prenderà se pubblicamente mostro la sua mail:

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l'H/V è una tecnica nata per misurare le frequenze di risonanza dei suoli, ossia la funzione di amplificazione alle varie frequenze (che da un certo punto di vista è il famoso "spettro").
Le frequenze di risonanza sono il parametro ultimo di cui deve tener conto il progettista perché indicano l'amplificazione che il moto del suolo subisce alle varie frequenze.

La normativa è nata prima che la tecnica H/V prendesse piede, quindi non ha contemplato la possibilità che la risposta di sito in funzione della frequenza potesse essere misurata e non derivata da altri fattori (quali il profilo di Vs).
La normativa, poi, nel tentativo di semplificare, si è inventata il Vs30. Anzi, l'ha copiato da Borcherdt (californiano) il quale continua a ripetere che lui NON introdusse il Vs30 per i "building codes" ma per le "shake map", che coi primi non hanno nulla a che vedere. Quindi probabilmente il Vs30 l'ha introdotto qualcuno che non sapeva leggere l'inglese e non ha capito la differenza tra le due cose.

Ora che esiste una tecnica che - almeno in parte - MISURA (non stima da altri parametri) la funzione di trasferimento del sito, perché non adottarla?

L'H/V non è in grado di dare profili accurati di Vs ma non sono questi che contano ai fini della microzonazione.
L'H/V dà le frequenze di risonanza (amplificazione) dei suoli, che sono uno dei parametri principali nella progettazione in zona sismica.

Non so se sono stata chiara (ma Giusss) già lo è stato/a nel forum. La legge ci fa calcolare il Vs30 per derivare da questo le amplificazioni alle varie frequenze. Ma se noi queste le possiamo già misurare che senso ha andare a ricavarcele dal Vs30?

Quindi fare MASW o ReMi o ESAC o SPAC o FTAN o rifrazione o riflessione o DH o CH o cono sismico o H/V o quel che si vuole non è la stessa cosa nemmeno ai fini del Vs30.
Le prime 10 tecniche danno sicuramente profili di Vs migliori di quanto non ne possa dare un H/V (posto in realtà che uno le sappia fare e che non si presentino le mille ambiguità interpretative sempre in agguato) ma nessuna misura direttamente le risonanze del terreno. Per alcune di queste è addirirttura impossibile stimarle per problemi che ora non stiamo a raccontare.
L'H/V invece misura le risonanze del terreno.

Secondo me la distinzione è molto semplice: di fronte a problemi geotecnici (es. valutare se esiste un livelletto di torba in mezzo ad altri litotipi) le tecniche in foro sono più adatte. Per altri tipi di problemi possono essere più adatte le tecniche multicanale indirette. Ma ai fini della microzonazione no. L'H/V è la tecnica dedicata e lo è diventata anche in sismologia (cioé nella sismologia dei terremoti).

Ad ogni tecnica la sua applicazione: la risposta di sito è meglio definita da un H/V. Per altri problemi altre tecncihe sono più adatte.
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Credo che ci sia poco da aggiungere. Il testo è chiaro e, credo, rispecchi la realtà.
Il solo problema è la normativa (idiota).
E' del resto comprensibile, ma non scientificamente giustificabile, l'attaccamento di certi personaggi alle proprie care vecchie tecniche: per loro la normativa (idiota) è in realtà benedetta.
Mi chiedo però: tali personaggi suppongo abbiano sempre fatto la geofisica con i metodi classici, ben prima che fosse richiesta per la progettazione sismica.
Quindi suppongo che questi metodi continueranno ad essere richiesti per le stesse problematiche per le quali sono stati richiesti finora.
Perchè allora non ammettere che ai soli fini della risposta di sito, esiste una tecnica (HVSR) più appropriata?