E' chiaro. Ognuno di noi dovrà trasformarsi in un medico (geologo) a cui il paziente (committente) porterà la radiografia fatta da un laboratorio d'analisi privato convenzionato (stratigrafia) e su tale indagine fare le sue valutazioni e dare la "cura". Ecco il geologo professionista del nuovo millennio! Ma siamo sicuri che l'elemento "radiografia certificata" sia paragonabile ad una stratigrafia? Una radiografia dipende per gran parte dalla macchina (l'operatore non influisce moltissimo sul risultato). E' così anche per la stratigrafia? Dipende per gran parte dalla trivella?
Credo che ognuno di noi sappia che per realizzare una buona stratigrafia occorre: presiedere le operazioni di trivellazione per valutare la tecnica propria del "sondatore" (usa molta acqua? comprime molto il terreno nel carotiere? ecc..) e degli altri operai ausiliari (quota sulle cassette catalogatrici, segnare la quota ad ogni fine manovra, ecc.); entrare in contatto diretto con i terreni indagati, stringendo tra le mani i terreni, dopo aver aperto di volota in volta la carota con la spatola, e ricavandone personalissime "sensazioni"; descrivere tali "sensazioni" (frutto per ciascuno di noi della propria esperienza e del proprio "punto di vista"). In questo non sono esclusi abbagli, ma ogni geologo se ne assume la responsabilità.
Una stratigrafia da sondaggio geognostico non è la fotografia di una realtà (sottosuolo), ma una rappresentazione di parte, soggettiva, di tale realtà.
La taratura dei macchinari, la loro revisione periodica, la preparazione tecnica e l'aggiornamento periodico dei diversi operatori possono essere anche cose giuste, ma la certificazione di una stratigrafia è cosa assurda.