Originariamente inviato da: Alex-64
Adesso avremo 37 interventi sul terremoto dell'Abruzzo del 6 aprile 2009. La maggior parte di questi riguardano la pericolosità sismica aquilana sia in termini di pericolosità sismica di base che di pericolosità sismica locale.
Non ricordo precedenti interventi, logicamente sui dati già acquisiti, su l'Aquila in tale Convegno o in altri Convegni Nazionali che mettessero in evidenza ad esempio la presenza di faglie attive prossime alle infrastrutture o addirittura in zone di espansione urbanistica.....sull'amplificazione sismica locale........Nessuno del mondo accademico ha avuto il coraggio di esporre tali argomentazioni prima?


In realtà L'Aquila e zone limitrofe erano state oggetto in passato di molti studi. L'amplilficazione in bassa frequenza nel centro storico dell'Aquila era nota da lavori INGV dal 2003, la Valle dell'Aterno era stata menzionata più volte grazie ai dati dell'array acceleromentrico, e molti lavori di paleosismologia si erano occupati delle faglie. Certo, non c'era stato un intervento così massiccio e coordinato. Sono d'accordo che l'impressione possa essere di chiusura della stalla a buoi scappati, ma non è del tutto vero. Anche perchè le indagini costano, i soldi per la ricerca sono sempre pochi, ed ognuno ha lavorato dove c'erano possibilità ed opportunità di interazioni con gli enti locali. Consideri poi che da pochi anni si erano conclusi gli studi sul terremoto del Molise, molte persone erano impegnate nella stesura degli indirizzi per la microzonazione....ed i professori universitari dovrebbero anche occuparsi di corsi, esami, tesi, ecc.
Poteri infine aggiungere che dal conto che lei ha fatto andrebbero depennati quelli che prevedono il terremoto dopo che è accaduto smile

A proposito del convegno, se qualcuno è indeciso se partecipare, può scaricare qui il programma definitivo:
http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/documenti/ProgDef09.pdf



Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/index.html