Quote:
Poteri infine aggiungere che dal conto che lei ha fatto andrebbero depennati quelli che prevedono il terremoto dopo che è accaduto


smile Ho capito....infatti anche io ho notato questo! Insomma è il solito.

Prof. ma in quale Convegno del GNGTS erano stati esposti gli studi che lei ha citato? Oppure in quale altro Convegno Nazionale?
A l'Aquila ricordo che nel Convegno del 2004 sul settecento abruzzese solo Galli e Galadini esposero didatticamente e semplicemente le problematiche delle faglie attive presenti e lo scenario di danno che ne veniva fuori per il comune dell’Aquila dall'attivarsi da parte di una di queste, per dare l’idea proprio del rischio presente in questa città.

Comunque....per il resto, cioè il fatto che a parlare del rischio sismico aquilano fossero in pochi e che fosse consigliato a molti di non occuparsene è stata la mia sensazione......purtroppo c'è anche da mettere in conto una buona parte del mondo accademico che lavora ben allineato e coperto...con poco coraggio... spesso con il timore di non prendere più incarichi (per gli affermati)....di non far carriera (per i giovani ricercatori).....è proprio una buona fetta...ricordo che ad esempio in un Convegno sulle grandi opere in Abruzzo organizzato dal prof. Crescenti, nessun ricercatore o professore associato/ordinario che sia obiettò sul progetto della realizzazione di un terzo traforo sul Gran Sasso e di cose da obiettare ce n'erano tante a partire dalla lacuna di dati che il progetto presentava e da ciò che già i due trafori avevano causato (600 mt di abbassamento della falda acquifera)….idem con patate per il ponte sullo stretto.
Responsabilità ancor più grandi vengono logicamente dal mondo politico e quindi delle pubbliche amministrazioni (dipendenti pubblici) e prof. non metterei solo gli Enti Locali in Abruzzo per tale disastro sismico ma soprattutto la Regione che ha il pallino in mano sulla normativa o zonazione (microzonazione compresa) e sulla protezione civile....basti vedere come finora sono stati spesi i soldi!!!
Poi in ordine: i media, il mondo professionale ed infine il cittadino in quanto esprime il proprio rappresentante politico, cioè colui che si deve occupare anche dei suoi problemi e fin quando i problemi per il cittadino sono il quotidiano il politico si occuperà del quotidiano (a volte neanche di quello) trascurando la prevenzione.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti