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Grazie Mccoy per la risposta così celere. Approfitto della tua disponibilità e ti espongo il seguente caso:
- edificio di progetto con tre piani fuori terra ed uno interrato (che consideriamo non libero di vibrare); - VS30 al p.c. 333 m/s (categoria C); - VS30 a 3.0 m dal p.c. 410 m/s (categoria B); - sito con frequenza di risonanza misurata al piano campagna pari a 6 Hz, dovuta al passaggio limi argillosi/ghiaie a 9 m dal p.c. attuale (il substrato geologico con Vs < 800 m/s si trova a 11 m dal p.c.).
Ora, se considero il diagramma che mette in relazione la frequenza di risonanza di un terreno con l'altezza di un edificio mi trovo che la massima vulnerabilità la si ha per altezze comprese tra 5 e 10 m, per cui il mio edificio ricadrebbe nella fascia a rischio (considerando il piano interrato non libero di vibrare); è giusto però considerare il valore della frequenza al p.c. con un edificio la cui fondazione è impostata a 3.0÷3.5 m di profondità dal p.c., sapendo che a quella quota la frequenza di risonanza del terreno, potendola misurare, sarebbe diversa?
Se dovessi considerare anche il piano interrato libero di vibrare, a quale frequenza di risonanza del terreno dovrei fare riferimento per un eventuale confronto?
Definendo la frequenza di risonanza dell'edificio con la formula citata, ottengo nel caso più sfavorevole (3 piani) un valore pari a 10/3 = 3.33 Hz (con 4 piani avrei una frequenza pari a 2.5 Hz, ancora più lontana dai 6 Hz del terreno), che comunque è sensibilmente diverso dalla frequenza del terreno misurata; ma allora la domanda è la seguente: nel caso in esame il pericolo della doppia risonanza è reale o no?
Resto in trepidante attesa!
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