Vi confesso che sono perplesso, già lo ero da quando il preparatissimo Mccoy venne in Umbria per il primo corso sulle NTC.
Mi sembra che questo spostare l'attenzione verso la trattazione statistica del dato piuttosto che verso il dato in se ed il suo valore sia una tendenza esagerata.
Premetto che dirigendo un laboratorio terre (uno di quelli ancora nel limbo del Ministero) sono inevitabilmente portato a dare valore all'esito delle prove, è però altrettanto vero che il modulo edometrico è quel valore che esce dalla elaborazione di una prova edometrica eseguita a regola d'arte così come il valore di una c' o f' è il risultato di un taglio CD o di una triassiale CD o CU e il valore della Cu è il risultato di una Ell o di una triassiale UU.
Questo non toglie che esistano delle correlazioni, delle quali a volte si abusa (io pure), che consentano di estrapolare dei valori di alcuni di questi parametri da prove in sito, ma ciò che mi lascia un po' perplesso è proprio questo dare importanza solo al fatto di poter trattare un grande numero di dati (non importa quanto affidabili) piuttosto che continuare a fare quel lavoro che noi geologi dovremmo aver imparato bene e cioè scegliere il tipo di indagine determinare il dato puntuale dandogli la sua importanza a seconda della tecnica utilizzata e delle condizioni di acquisizione.
La mia non è assolutamente una polemica ma una reale perplessità che comprendo alla luce della normativa ma meno dal punto di vista tecnico.
Mi piacerebbe un confronto anche se il tema non è nuovo.


Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.