Circa i dubbi di Paolo bertoccini (che saluto)ed altri colleghi sull'applicazione meccanica del metodo statistico, tali dubbi sono del tutto leciti e in effetti il metodo statistico NON va applicato meccanicamente, ma bisogna preventivamente applicare ai dati il filtro del buon senso tecnico e dell'esperienza. Che però non è insindacabile, come osserva agi, soprattutto se succede qualcosa, mentre una metodologia oggettiva è come una procedura di laboratorio, cioè è poco contestabile se eseguita correttamente.
Il problema dell'unico dato di laboratorio e del suo peso.
Prima di tutto l'esperienza ed il giudizio tecnico e l'osservazione delle carote sopra e sottostanti al campione, e anche l'osservazione di come viene prelevato, il giudizio sull'esperienza del sondatore, ecc. ecc.
Per cui, prima ancora del valore caratteristico, dobbiamo esprimere un giudizio sul reale valore di quel campione, grado di disturbo, rappresentatività dello strato indagato, ecc. ecc.
Superato questo primo filtro, accertato che il prelievo è ben fatto, il campione rappresentativo, le prove di laboratorio ben eseguite, quel dato o coppia di dati (ad esempio phi', c') ha indubbiamente il suo valore.
Rimane il fatto che parliamo di un singolo dato (o coppia) e questa è una limitazione ogettiva della nostra conoscenza che non possiamo sanare facendo valere il nostro campione come 10 dati.
Il dato è unico e basta, tuttavia è rappresentativo e di buona qualità.
Questo è il peso che dovremmo applicare, di recente per esempio sto studiando i dati di 6 sondaggi in sabbie con una ventina di SPT e soltanto 2 edometriche.
Quelle 2 edometriche non le farò valere come 40 SPT, ma la mia interpretazione degli SPT, la decisione su quale correlazione applicare, la decisione finale se fare eseguire altre prove quali CPT o DMT, sarà condizionata in maniera sostanziale da detti valori di prove di laboratorio.
Se avessi solo tali prove (nessun SPT) potrei non abbatterle tanto perchè sono state chiaramente prelevate in tratti più limosi dove il campione manteneva coerenza, ed i tratti limosi costituiscono le zone più deboli della successione di sabbie grossolane, pertanto la semplice media di quei 2 valori è un valore caratteristico in assenza di compensazione, un 5° percentile dei dati riferiti all'intero strato omogeneo.
Altre volte quel campione è l'unico dato di quel tipo che possiedo.
Ad esempio, gli SPT leggono solo il phi o la Cu, mentre il dato di laboratorio legge phi' e c' e permette un'analisi in condizioni drenate di terreni coesivi che le prove in situ non permettono. Questo è utilissimo specie in verificeh di stabilità dei pendii.
Questo è uno dei casi dove farei eseguire, nei terreni giusti, solo prove di laboratorio. O meglio anche qualche penetrometria ma solo per esaminare il trend della resistenza.