Leggo tutto e con attenzione e se dico o affermo qualcosa lo dfaccio a ragion veduta. Poi si può essere d'accordo o meno.
Il problema, come ho già ripetuto più volte, oltre che complesso è molto delicato e, se affrontato in modo sbagliato, può portare ad eventi disastrosi.
Il problema è che ci nascondiamo dietro ad un dito e facciamo finta di non vedere altre questioni che ci sono, ma che ci conviene ignorare.
Il 328 è una grande vittoria e bisogna cercar di non vanificarla.
E' vero che è sancita la sacrosanta competenza nelle indagini geognostiche, ma è altrettanto vero che l'attività svolta da molti colleghi è quasi esclusivamente di sevizi a terzi e quindi da impresa.
La domanda è siamo professinisti o impresari?
Siamo sicuramente professionisti (gli unici) che conoscono la materia, sanno che tipo di prove fare, hanno la sensibilità sul terreno pe valutare sul momento le necessità di variare o approfondire l'indagine.
La componente professionale delle indagini geognostiche è talmente evidente ed importante che è su quella che tutti dovremmo concentrare gli sfozi.
La parte di impresa non è professione questo dobbiamo dircelo.
Tanto è vero che nella vidimazione e taratura di parcelle la parte indagini (non asistenza ed interpretazione, badate bene)viene stralciata in quanto attività d'impresa.
Molti colleghi hanno risolto da anni la questione scindendo nettamente l'attività professionale da quella d'impresa e fannno tutte e due (e qui nasce l'altra polemica di chi dice che per vendere le prove si svende la prestazione professionale).
Il problema è che anche loro sono adesso colpiti da questa gravissima situazione.
Il tentativo che era stato fatto negli anni passati era di riuscire a certificare il singolo tipo di prova o il singolo strumento.
Il richiamare sempre a spron battuto il 328 rischia, come ho già detto, di metterci a rischio di attacchi dall'antitrust che non vede l'ora di eliminarci dichiarandoci tutti imprese e dall'altra parte di chi può aver interesse a richiedere la revisione del 328 per quel punto per poter poi far saltare anche il resto.
Quindi è per questo che ci si muove con i piedi di piombo e si cerca di misurare le parole e di coordinare le azioni.
Come ho ripetuto molte volte, ma credete che un professionista puro come me non abbia difficoltà con i committenti e che rischi di perdere fior di lavori per questa situazione?
Sinceramente a 50 anni faccio un lavoro che mi piace e non ho voglia e forse neanche le capacità per reinventarmi.
Per tornare alle polemiche che la fanno da padrone sul forum, ma chi pensate che stia spingendo per le indagini in situ certificate?
Guarda caso tutte le pressioni sono avvenute nelle regioni dove ci sono imprese certificate (che inoltre si occupano prevalentemente di sondaggi).
Pe loro è ovviamente un'occasione per ceare un monopolio (come sta già accadendo).
La cosa è poi ben vista da chi (confidustria i testa) con la riforma bersani prevedeva di eliminare i piccoli studi e le piccole strutture (ignorando la realtà italiana di un territorio frammentato in molteplici realtà) per creare strutture in grado di fornire il prodotto (progetto, studio o quant'altro) dalla a alla z.
Io non so chi in quel settembre era presente a Mezzocorona (Tn) al convegno organizzato dal'OR Trentino-Alto Adige, ma le parole del sottosegretario dell'allora ministro bersani erano state tragicamente illuminanti: è finta l'epoca del professionista singolo o associato in piccole realtà che sono una palla al piede dell'economia del paese, è tempo di grandi strutture e cooperative di servizi le uniche che possono garantire una prestazione di qualità (?????).
Tornando alla stretta attualità, credete che i colleghi che hanno laboratori certificati siano contenti che le indagini, il prelievo di campioni, venga fatto solo da pochissime ditte sul territorio nazionale (a differenza di adesso che ricevono campioni da una miriadi di ditte) con conseguente pauroso calo delle loro prestazioni?
Inoltre a loro, scusate il termine, cosa gliene strafotte delle indagini in situ con penetrometri pesanti, statici, ecc.
Io capisco che ci si debba sfogare con qualcuno, ma cerchiamo anche di ragionare un po' con calma, intesa come pacatezza e lucidità e non come tentativo di evitare il problema (scusate la precisazione forse pleonastica, ma con il clima che c'è...), su un problema gravissimo e cerchiamo di evitare errori che potrebbero essere devastanti.
L'unica cosa che posso garantirvi, nonostante i continui attacchi che riceviamo, è che tutti, dico tutti, gli OORR sono molto preoccupati e si stanno occupando della faccenda.
Poi i desideri sono una cosa e la realtà con cui ci si deve confrontare spesso è un'altra.
Ciao.
Giuliano