Per prima cosa è necessaria una risposta al collega godrock che scrive da Ragusa. Conosco molto bene la realtà siciliana dato che ho iniziato a lavorare proprio in Sicilia a Siracusa nel lontano 1978 e dopo un intervallo di circa 20 anni sto seguendo un cantiere sull'Autostrada ME - PA; è vero quello che dici in Sicilia, come altrove, bisogna combattere con i colleghi, e non, che per prima cosa giudicano il tuo aspetto fisico e poi si pongono il problema di verificare se hai anche un cervello.
........e non sempre se lo pongono!
Comunque, caro giovane collega, prova a guardare più in là del tuo naso e prova a vedere il problema della collega che tu hai citato in maniera leggermente differente. Ci sono due possibilità :
1 - la collega, neolaureata, oltre al bel culo ha anche una buona preparazione; riuscirà quindi a svolgere egregiamente il suo incarico e ringrazierà la stupidità dell'assessore che le ha dato l'incarico solo per quello, ma quantomeno le ha offerto una opportunità per cominciare.
2 - la collega, neolaureata, deve sommare alle inevitabili difficoltà di chi è alle prese con i primi lavori, anche la preoccupazione di sapere di avere addosso gli occhi di quelli che, come te, la giudicano non in grado di fare il proprio lavoro. E magari, in presenza di difficoltà, non trova il coraggio di chiedere aiuto a colleghi più esperti per la paura di suscitare ulteriori commenti. Probabilmente la collega, alla fine, svolgerà ugualmente il proprio incarico ma sicuramente con minore serenità di un collega maschio neolaureato.
Al collega godrock chiedo invece di riflettere e di preoccuparsi della scarsa considerazione che ha il citato Assessore per la nostra categoria, da affidare un incarico solo sulla base del culo della collega. Tale scarsa opinione non dipende sicuramente dalla collega neolaureata che avrà avuto poche occasioni per farsi valutare, ma da chi, come lui, ha rappresentato fino ad oggi la nostra categoria !!!!!!!!!
Alle colleghe alle prese con i problemi della quotidianetà del loro essere mogli e madri vorrei dire che tutto si supera. I mariti si abituano ed i figli crescono, ma il lavoro rimane e, con esso, tutte le soddisfazioni ad esso collegate, che sono solo nostre e frutto della nostra doppia fatica.


donatella pingitore